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idee & azioni per cercatori di alberi secolari
a cura di Tiziano Fratus

Cerca invano chi vuole il ramo e dimentica la radiceM. Gandhi

Il mio desiderio di conoscenza è discontinuo, ma quello di rigenerare la mente in atmosfere sconosciute, esplorando zone non ancora percorse dalle mie gambe è perenne e costanteH. D. Thoreau

“Ma il gergo degli alberi
è un argot più antico
Chi lo sa cosa dicono
quando parlano degli uomini
Jacques Prévert

La vita e la scrittura. Spesso nutro il dubbio che sia la scrittura a recepire e trasformare gli eventi che costellano un’esistenza piuttosto che sia la vita a scandire i ritmi della scrittura. Viaggiando e scrivendo ho ridefinito i valori della mia vita, ho iniziato a emettere radici simboliche e fisiche in ogni paesaggio che mi sono trovato ad attraversare, ho scandagliato le valli, le città, le campagne, paesaggi noti e completamente sconosciuti. Cercare (o ricercare) alberi significa spo­starsi, significa camminare, viaggiare, scavalcare. Significa prendere e spostare il proprio corpo e la propria anima. Significa farsi conoscere, farsi attraversare da tutto ciò che abita e si nasconde in un mondo, farsi straniero, continuamente, e poi calare, diventare, assumere un ruolo, un significato.

«L’uomo è destinato a tornare alla terra. Ciclicamente si allontana e costruisce palazzi e città, ricchezze e simboli della sua ambizione; poi, alla caduta dell’Impero, allo sbriciolamento dello Stato Sociale, al precipizio dell’Economia Globale, ricomincia a piegare la schiena, ad affondare le mani nel ventre del pianeta. Così apprende i vecchi insegnamenti perduti, assaggia il gusto dell’umiltà e ricomincia a nutrirsi dei frutti che la fatica produce. I grandi alberi che costellano i paesaggi in cui viviamo e che ci circondano ci ricordano tutto questo, sono sentinelle del Tempo e del Signore delle Creature e ci guardano, ci ascoltano, attendono che noi ci si avvicini per ricominciare a fare parte del mondo originario, di quel mondo della natura di cui siamo parte» [progetto Le sequoie della California]

«Che lo si ascolti o meno esiste un Dio delle lingue e delle radici, un Signore che nasce e rinasce e si rimodella ad ogni passaggio del tempo, che accompagna le forme dell’esistente su questo minuscolo pianeta ai margini della galassia, in un universo in espansione continua» [da Il bosco di Palermo]

«Quando incontro un uomo o una donna in un bosco a malapena ci si saluta. Mi chiedo che cosa ci sia di simile fra di noi. Non l’ho mai compreso, ma di certo posso dire che nel tempo ho scoperto di avere più in comune con le persone che non conosco che con le persone che conosco» [da Terre di Grandi Alberi]

«Assomiglia alla mano di un gigante che si è adagiata sul fondo del pianeta alla fine dell’età del ferro» [da La linfa nelle vene]

«Chiome enormi, foglie simili a quelle delle magnolie dei giardini di tutta Italia, immensi ammassi radicali, tronchi dalla corteccia chiara e compatta, grigia, una pelle d’elefante vegetale. Esiste un “bosco di Palermo” che è diffuso in tutta la città, non è concentrato in un unico luogo, al contrario si tratta di un arboreto irragionevole, irrispettoso di ogni definizione da dizionario, un bosco che non rispetta i confini della città, nemmeno dell’area metropolitana o della provincia » [da Il bosco di Palermo]

«E’ un albero muto, completamente cavo, abbellito in un’aiuola come una di quelle vecchie sciantose del cinema a cui si fa la permanente e si mettono indosso abiti nuovi, un profumo appena percettibile di fiori freschi, il trucco leggero» [da La linfa nelle vene]

Valorizzazione la bellezza e la biodiversità di una regione è una preziosa occasione di crescita e conoscenza personale, individuale, ma anche un’azione che si sta rivelando fondamentale, economicamente e socialmente, in questo primo periodo di crisi strutturale. Valorizzare i territori, i paesaggi, le connotazioni locali, i parchi pubblici e i giardini botanici, le riserve e i boschi. L’uomo adulto può riscoprirsi Homo o Phoemina Radix, iniziando una nuova fase della vita, accendendo quella scintilla di appartenenza al mondo naturaleche ci avvivina a ciò che siamo, che siamo sempre stati. Homo Radix è una ricerca di identità, di valorizzazione delle proprie radici, della conquista di radici mobili che uniscano il mondo in un unico panorama in cui ogni spazio abbia la stessa grande, fondamentale importanza. All’interno del paesaggio sta l’albero monumentale, l’albero secolare, l’albero di pregio – i “monumenti della natura” come li ribattezzò Alexander von Humboldt – che rappresenta al meglio l’unione fra le forme di esistenza, simboleggiando concretamente la circolarità della vita. Perchè l’uomo è quello che dice di essere ma, innanzitutto, ciò che compie.

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NEOLOGISMI

Bambino radice: – s. m. [lat. puer radix] (pl. bambini radice). – 1. Bambino e bambina che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con gli elementi naturali e vegetali, con le altre specie viventi animali. – 2. E’ bambino o bambina radice colui o colei che si prende cura di un pezzo di paesaggio, il giardino di casa o l’albero nel prato davanti alla scuola, gli animali al canile municipale o semplicemente chi lavora con altri bambini per una maggiore consapevolezza ecologica ed ecosofica, immergendosi quanto più possibile nel paesaggio.

Uomo radice – s. m. [lat. hŏmo radix] (pl. uòmini radice). – 1. Uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali, con particolare attenzione alle proprie radici locali, valorizzando i beni e le risorse della terra in cui vive e lavora. – 2. E’ uomo o donna radice anche quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare. Elemento centrale della connessione è l’albero, in particolare l’albero secolare e/o l’albero monumentale.

Alberografia – s. f. (pl. alberografie). Ricerca atta a individuare in un preciso territorio locale, comunale, provinciale o regionale, la tipologia delle specie arboree presenti, nonché la dimensione, l’età e le caratteristiche degli esemplari di maggiore stazza. L’alberografia è un processo di mappatura preliminare alla definizione di soluzioni per una maggiore conoscenza e valorizzazione di un territorio.

Cercatóre di alberi – s. m (pl. cercatóri di alberi). – 1. Uomo o donna che dedica parte della propria esistenza alla ricerca di alberi monumentali, secolari o di pregio. – 2. Uomo o donna che opera in un ente che si occupa della tutela degli alberi nelle città, nelle campagne o nei boschi. – 3. Uomo o donna ossessionato dalla bellezza degli alberi.

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COMMENTI DALLA PRECEDENTE PIATTAFORMA

17/11/2010 – Ho appena trovato questa pagina. Ci tornerò con calma, perché amo i patriarchi vegetali… sono persone di famiglia, per me! Cordialità, Luciana

17/11/2010 – 1 Abbiamo la stessa passione
2 Il sito di cui ti invio il link fu abbozzato nel 2001 – era una sfida a mio figlio per dimostrare che ero capace anch’io a scrivere pagine html – e mai più aggiornato. Oggi quasi lo ripudio.
3 La ricerca e la memorizzazione digitale è proseguita con me stesso e il mio PC ma se ci incontreremo un giorno te la posso mostrare – digilander.libero.it/alberial/ – Enrico Concaro

22/11/2010 – Tiziano! Ho appena finito di ascoltare la trasmissione radiofonica dove si parlava della tutela degli alberi.
Sono uno, dei non so quanti, che ha avuto la fortuna di crescere in una cittadina del sud con tante piante e con una “casetta sull’albero” . Questo è, se così si può dire, il mio imprinting. Adesso vivo in una grande città e fremo all’idea che un domani possa tornare a vivere circondato dagli alberi. Ti saluto e volevo farti vedere una xilografia che ho realizzato qualche anno fa dal titolo “amanti sull’albero” che è presente nella seguente pagina web: http://www.woodcut.weebly.com/woodcut-61-to-70.html, Angelo

7/12/2010 – senza alberi e foglie non vivrei! Lara

17/01/2011 – Complimenti… che attività frenetica ed interessante. Conoscerai senz’altro Villa Carlotta Como , Villa Balbianello a Lenno. Troverai materiale interessante per il tuo lavoro. Ciao.  M. Lina Luraschi

4/02/2011 – Ho visto la foto sulla stampa di torino il pino loricato del pollino vorrei due foto di questo benedetto albero vedi il mio nome sopra facebook vedi le mie foto cordiali saluti. Pasquale Ciminelli

7/02/2011 – Anni fa camminando in montagna, improvvisamente e senza una ragione apparente, abbracciai un pino…e così scoprii che comunicano. Renato Bosco

1/03/2011 – Che bella scoperta il tuo sito! Sono rimasta entusiasta essendo anch’io un’amante delle piante e degli alberi, una passione trascurata troppo a lungo. Ma visitare il tuo sito mi hai dato lo spunto per riscoprire queste meravigliose creature. Mi stamperò la lista degli alberi monumentali di Roma e man mano andrò a trovarli, uno ad uno! La fotografia è un’altra delle mie passioni, ereditata da mio padre con cui sviluppavamo le foto in bianco e nero nel bagno senza finestra. Anche questa, purtroppo, tralasciata per esigenze familiari e di lavoro. E poi, nel tuo sito c’è anche la letteratura, la poesia! Io, tra le altre mille attività, sono anche una traduttrice di lingua ungherese e una bibliofila. (Meglio che non entri in libreria… comunque il tuo libro lo prenderò di sicuro!) Non so se sei mai stato in Ungheria, anche lì ci sarebbe pane per i tuoi denti, cioè alberi secolari. C’è un libro in cui sono destritte con precisione anche gli itinerari per trovarli insieme a tante belle fotografie. Buon lavoro e spero che ricapiti presto a Roma! (Purtroppo, per motivi lavorativi, non ho potuto andare alla tavola rotonda al CFS, benché invitata) Dora

18/05/2011 – Bellissimo, più che interessante, peccato non poter toccare con mano la corteccia di questi alberi secolari… Ben venga però se questa cautela ne garantirà la sopravvivenza. Teresia Novaresio

18/8/2011 – Caspita, leggo solo ora di questa iniziativa interessantissima! Sono cose così preziose… Un peccato, l’avrei segnalata molto volentieri sul blog di Fiori&Foglie! Terrò d’occhio il sito :-) Daniela

12/09/2011 – Grazie per la bella passeggiata di ieri a Racconigi. Ancora complimenti per la sua attività. Spero di partecipare presto ad altre sue iniziative. A ottobre la inviterò al col del Lys per una passeggiata nella faggieta. A presto. Emiliana Martinotti

2/10/2011 – Bellissimo “luogo”, questo, un’oasi. Mi piace molto, cercherò di essere a Sassetta a novembre. Buone cose, Pes

10/12/2011 – Grazie mille mi fa un sacco di piacere vedere il mio articolo su Homoradix. Colgo l’occasione per ringraziare Tiziano di nuovo per la magnifica esperienza, quando tornerà sarò di nuovo lì. Sassetta ha molte risorse nascoste ma ce le sta facendo scoprire un po’ alla volta grazie alla sensibilità e all’alchimia delle persone che sta attraendo a sè…che il processo di riscoperta abbia inizio! Daniele Venturini

5/01/2012 – IO sono da poco diventato un cercatore di alberi. Mi piace capire davanti a quale albero mi trovo, il nome in latino, in italiano e in polacco(siccome ho iniziato da quando mi sono trasferito in questo paese). Prima di tutto devo dire che mi manca un buon libro da attingere notizie, vedro’ anche tramite voi, che mi saprete indicare sicuramente il migliore. per ora grazie… e buon anno. Giovanni Zingoli

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  1. ELISA scrive:

    ALBERO:

    E’ COSA VIVA DENTRO DI NOI,
    SEMPRE LO CERCHIAMO.

    DOVREMMO LASCIRLO RADICARE
    IN UNA COSTANTE RICERCA CREATIVA DI NOI STESSI..

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