Giona delle sequoie ~ Un viaggio dendrofilosofico [La Stampa e Bompiani]

Da diversi anni Tiziano Fratus è impegnato nel progetto Giona delle sequoie. Anzitutto si è trattato di un viaggio nei parchi della California, svoltosi nel luglio 2013, grazie al sostegno de «La Stampa» e della Fito-Consult di Varese, a cui è seguito un reportage uscito in otto puntate sul quotidiano torinese, dal titolo Fra i giganti del Nordamerica, articoli usciti per Humbold Books ed il Bollettino della Società Italiana dei Viaggiatori, nonché due puntate di «Wikiradio» (Rai Radio 3), una dedicata alla figura di John Muir, l’altra a quella di Henry David Thoreau.

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ULTIME NEWS

Cinque anni di lavoro hanno portato alla stesura di un’opera dal titolo Giona delle sequoie. Un viaggio dendrofilosofico. Il libro uscirà nel corso del 2018, ne sarà editore Bompiani.

John Muir Stamp

Il 21 aprile, anniversario della nascita di John Muir (1838), uno dei padri fondatori dei parchi nazionali Sequoia e Yosemite National Parks, è andata in onda su Rai Radio 3, per Wikiradio, una puntata innervata dalla voce di Tiziano Fratus. Ecco il podcast, buon ascolto e buone radici!
>>> http://www.wikiradio.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-6555db84-d647-45ec-ac01-b0d6b4994faf.html

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Il viaggio – Nell’Eden dei Grandi Alberi

Tiziano Fratus ai piedi di Big Mother Bear a Lost Grove, California

Visitare luoghi mitici, parchi costieri e parchi interni nella Sierra Nevada, documentare i grandi esemplari sopravvissuti allo sfruttamento ottocentesco, raccogliere storie di uomini che hanno avuto un ruolo in questa incredibile conquista delle terre sconosciute, come i primi taglialegna, i cacciatori di grizzly che le scoprirono, i primi guardiaparco della storia dell’uomo, le molte figure di conservazionisti e amanti della natura che hanno lottato per la loro salvaguardia nonché scrittori, poeti, artisti che si sono ispirati.

Un universo poetico e naturalistico che Tiziano Fratus, il cercatore di alberi secolari, l’Homo Radix, è andato ad attraversare, ad annusare, ad accarezzare e infine a raccontare. Il viaggio non è stato dedicato soltanto alla scoperta delle sequoie, sebbene di certo siano state le protagoniste: si sono incontrati i maggiori ficus della Baia di Moreton (Ficus macrophylla) del nord America, a Los Angeles e Santa Barbara, importati dall’Australia nella seconda metà del XIX secolo, i Bristlecone Pines (Pinus longeava), ovvero gli alberi più vecchi del pianeta con un’età superano i 4800 anni, raccontati in seguito nel volume Il libro delle foreste scolpite (Laterza). E ancora: gli spettacolari cipressi di Monterey (Cupressus macrocarpa), fra Big Sur, Punta Lobos (a Carmel, la cittadina dove è stato sindaco Clint Eastwood) e la penisola di Monterey, e infine, i Joshua Trees, gli alberi di Giosué (Yucca brevifolia) come li chiamarono i mormoni in viaggio nel deserto del Mojave, e che hanno ispirato il titolo di un celebre disco degli U2.

Si sono attraversate le immense quercete di Los Padres e le pinete della Shasta Trinity Forest. Durante il viaggio Fratus ha avuto il tempo anche per rinominare alcuni grandi alberi fra i quali una sequoia nel Lost Grove, un esemplare spettacolare con un’enorme fessura alla base, un gigantesco ventre legnoso: Big Mother Bear, la Grande Madre Orsa.

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Il libro in cantiere

«E così al termine del sesto giorno Iddio creò gli animali e gli uomini, ma Iddio pensò anche alle foreste: in special modo alle selve di montagna che popolò di conifere, e fra queste le sequoie, i più grandi alberi che si potessero mai vedere sulla terra, così alti da sfiorare il cielo e così grandi da non essere paragonabili a nessuno dei grandi pesci che vivevano le profondità dei mari. Lo fece per sé stesso ma anche a monito degli umani, che già sapeva diversi fra le altre creature del Creato»

«Sto vivendo il sogno. Non rincorro il grande serpente degli aborigeni, o la grande aquila di certe tribù indiane, il grande corvo dei coriachi e degli etelmeni nella russia orientale. Non osservo le luci dell’aurora boreale per riconoscere immagini di parenti e amici che danzano nella prossima vita come fanno gli inuit. Il mio Giona s’immerge nel paesaggio, raggiunge questi contenitori di vita, questi totem che uniscono la materia di cui siamo fatti, la terra, e la materia dei sogni, il cielo. E’ uno dei luoghi dove si raccolgono, anche se non le possiamo vedere, le anime di coloro che non ci sono più. Forse l’anima di un mio avo risiede nel Grizzly Giant. Forse un altro spirito ha trovato riparo nelle radici di uno dei sapienti silenziosi della Giant Forest. O forse no. Ma alla fine è meglio credere, che non credere affatto»

Natura, storia e fragilità dell’uomo. Ci sono viaggi che ti consentono di arricchire conoscenza ed esperienza. Ci sono viaggi che toccano corde intime, celate, che ti portano là dove le tue radici risuonavano ben prima di arrivare. Tiziano Fratus ha scoperto un luogo filosofico, dove rinascere, una terra dello spirito, in California. Nel cuore di un Eden delle Conifere è tornato ad abitare una dimensione da età del ferro. E’ qui, all’ombra delle prime sequoie millenarie che ha incontrato, che Fratus ha generato il concetto di Homo Radix e la visione della Dendrosofia, cardini di un mutamento “radicale” della propria esistenza. Alcuni anni dopo vi ha fatto ritorno: ha respirato il vento che l’oceano riversa fra i giganti rossi che popolano luoghi mitici quali Big Sur, Humboldt County, Jedediah Smith; ha deviato verso i luoghi sacri in Sierra Nevada, da Calaveras a Yosemite, da Mariposa alla Giant Forest, dal General Grant Grove a Montain Home. In questi punti del mondo naturale si sono spalancate le pagine di una storia leggendaria, composta da imprese di uomini che là si sono avviati per tentare di imbastire una vita dignitosa, superando immani fatiche, timori, scoperte, sfruttamento delle risorse e tutela dei più incredibili scrigni creati da Madre Natura. Ma è anche quiche sogni e paure si sono rimescolati furiosamente, i sogni che ogni autore e uomo si porta appresso, e le paure che trovano spazio e si amplificano, fino al punto di divorare l’esperienza. Giona delle sequoie è un’opera di scoperta, è resoconto di un viaggio stratificato, nel quale l’ammirazione per le creature più grandi del pianeta si mischia alle note del cercatore d’alberi, alla poesia, ad uno studio delle forme naturali, alla fantasia, allo scontro con la malvagità degli umani e con la loro meravigliosa capacità di adattamento, è un tentativo di catturare su carte i segni della voragine che l’uomo, nel suo abitare tempo e spazio, sfiora e osserva dalla cima del dirupo. Un viaggio filosofico, una “visione” fra natura e storia, fra immaginazione e trauma.

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Il reportage giornalistico – La Stampa

Tra i giganti del Nordamerica – Le otto puntate del reportage uscito sulle pagine del quotidiano La Stampa
– All’ombra dei due ficus una California “slow” (venerdì 9 agosto 2013)
>>> leggi lo speciale n° 1
Big Sur, dove i sogni sono alti come sequoie (domenica 18 agosto 2013)
>>> leggi lo speciale n° 2
Il Solitario nella nebbia sulla rocca di Pebble Beach (mercoledì 21 agosto 2013)
>>> leggi lo speciale n° 3
Naufragare nell’altezza delle titaniche sequoie (venerdì 23 agosto 2013)
>>> leggi lo speciale n° 4
Così vado a caccia di sequoie nel Paradiso Verticale. Intervista a Michael Taylor (martedì 27 agosto 2013)
>>> leggi lo speciale n° 5
Lungo la Avenue of the Giants tra sequoie e alberi-caverna (venerdì 30 agosto 2013)
>>> leggi lo speciale n° 6
Quando il cacciatore di grizzly scoprì i grattacieli verdi (lunedì 2 settembre 2013)
>>> leggi lo speciale n° 7
Salire a oltre 3 mila metri nell’Olimpo delle Conifere (martedì 10 settembre 2013)
>>> leggi lo speciale n° 8

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Altri materiali

bollettino_2014Mettendo radici. Gli alberi più antichi del pianeta
Reportage di Tiziano Fratus pubblicato nel Bollettino 2014 della Società Italiana dei Viaggiatori (Firenze)
>>> preview del Bollettino 2014
Gli alberi secolari della contea di Humboldt, rubrica «Travelers» di Humboldt Books (Milano)

I grandi alberi e la natura della California sono nuovamente protagonisti della scrittura di Tiziano Fratus, che questa volta si è dedicato alle sequoie avvistate e documentate nella contea di Humboldt. Humboldt Books è una casa editrice milanese specializzata in splendidi libri di viaggio da tutto il mondo: fra i titoli pubblicati Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda di Claudio Giunta e Giovanna Silva, Narciso nelle Colonie. Un altro viaggio in Etiopia di Vincenzo Latronico ed Armin Linke, Sacro romano GRA.  Persone, luoghi, paesaggi lungo il Grande Raccordo Anulare di Nicolò Bassetti e Sapo Matteucci.
>>> leggi lo speciale Gli alberi secolari della contea di Humboldt

Intervista a «L’ITALO-AMERICANO», il quotidiano della comunità italiana della West Coast, dal 1908
>>> Intervista a Tiziano Fratus | L’Italo-Americano del 12 novembre 2015

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sequoia_bee_fratusLe sequoie d’Italia

Il lavoro di perlustrazione del territorio italiano ha condotto Tiziano Fratus a individuare parenti giovani delle sequoie millenarie californiane, incontrando gli esemplari messi a dimora nelle diverse regioni italiane dalla fine degli anni Quaranta del XIX secolo agli inizi del Secolo Breve.
>>> Le Sequoie d’Italia: itinerari cuciti da Tiziano Fratus, regione per regione.