Vocabolario di un Uomo Radice e cercatore di alberi secolari

NEOLOGISMI (in ordine di concepimento)

Nel corso del tempo e dell’esperienza Tiziano Fratus è andato a imbastire un vocabolario di neologismi e di termini antichi che ha ridefinito, atti a meglio interpretare e connotare il proprio personale, intimo, profondo rapporto con la natura. Di essi ha scritto in libri quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi, Ogni albero è un poeta, I giganti silenziosi, Il sole che nessuno vede, i titoli appartenenti alla Trilogia delle Bocche Monumentali.

In California: un Uomo Radice ai piedi di The Patriarch, 1500 anni, il maggiore esemplare di Pinus longeava, Patriarch Grove, Inyo National Forest

Uomo radice – s. m. [lat. hŏmo radix] (pl. uòmini radice). – 1. Uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali, con particolare attenzione alle proprie radici locali, valorizzando i beni e le risorse della terra in cui vive e lavora. – 2. E’ uomo o donna radice quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare. Elemento centrale della connessione è l’albero, in particolare l’albero secolare e/o l’albero monumentale.

Alberografia – s. f. (pl. alberografie, dal lat. Arborgraphia). Ricerca atta a individuare in un preciso territorio locale, comunale, provinciale o regionale, la tipologia delle specie arboree presenti, nonché la dimensione, l’età e le caratteristiche degli esemplari di maggiore stazza. L’alberografia è un processo di mappatura preliminare alla definizione di soluzioni per una maggiore conoscenza e valorizzazione di un territorio.

Cercatóre di alberi – s. m (pl. cercatóri di alberi). – 1. Uomo o donna che dedica parte della propria esistenza alla ricerca di alberi monumentali, secolari o di pregio. – 2. Uomo o donna che opera in un ente che si occupa della tutela degli alberi nelle città, nelle campagne o nei boschi. – 3. Uomo o donna ossessionato dalla bellezza degli alberi.

Bambino radice – s. m. [lat. puer radix] (pl. bambini radice). – 1. Bambino e bambina che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con gli elementi naturali e vegetali, con le altre specie viventi animali. – 2. E’ bambino o bambina radice colui o colei che si prende cura di un pezzo di paesaggio, il giardino di casa o l’albero nel prato davanti alla scuola, gli animali al canile municipale o semplicemente chi lavora con altri bambini per una maggiore consapevolezza ecologica ed ecosofica, immergendosi quanto più possibile nel paesaggio.

Crononàutas. m. [dal gr. Κρόνος (kronos), «tempo» e ναύτης (nautes), «navigante»]. – Colui o colei che viaggia nel tempo. 1 – Viaggiatore che grazie ad una macchina del tempo avanza e indietreggia nei secoli e nelle ere della Terra o di un altro pianeta. 2 – Un cercatore di alberi secolari o monumentali è un crononàuta poiché avvicina alberi che hanno vissuto secoli o millenni. 3 – Possono essere considerati crononàuti quegli studiosi che si occupano di civiltà estinte, quali antropologi, storici, archeologi, storici dell’arte, e di recente classificazione paesologi e abbandonologi.

Vioteca – s. f (pl. vioteche). Stazione libraria a disposizione dei viaggiatori dove raccogliere e depositare libri, mappe e comunicazioni. Sono distribuite nelle vallate del nord Italia e vengono gestite da privati e/o associazioni.

Dendrofonìa – s. f. [dal gr. δένδρον (déndron) «albero» e ϕωνή (phōnḗ) «suono»]. – Composizione ricavata registrando i suoni e i rumori prodotti da un albero, talvolta in diverse condizioni atmosferiche, mixati ed eventualmente accompagnati o intercalati da musiche composte per l’occasione.

Dendrosofia – s. f. [dal gr. δένδρον (déndron), «albero» e σοφία (sophìa), «sapienza, conoscenza, amore»]. – La dendrosofia è una branca del sapere che unisce le diverse tipologie di conoscenza riguardanti la storia, la biologia, la botanica, gli studi forestali, l’antropologia, la letteratura ecc. relative agli alberi e ai boschi. 2 – Pratica della meditazione che prevede l’immersione in un ambiente naturale, quali riserve, paesaggi montani o foreste vetuste, deserti, per coltivare la pace interiore. 3 – Colui che pratica la d. è detto dendrosofo, da σοφός (sophòs), «saggio».

Foresta scolpita – s. f. (pl. foreste scolpite). 1. – Popolazione di alberi vetusti e contorti, spesso presente in quota al limite vegetazionale, intorno ed oltre i duemila metri.

Esemplari di pino loricato al Parco Nazionale del Pollino, fra i re delle “foreste scolpite d’Italia”. Il reportage nel volume Il libro delle foreste scolpite, Laterza

Pinosàuro – s. m (pl. pinosàuri). – 1. Esemplare di albero del genere Pinus appartenente a diverse specie che si trovano ad alta quota sui dirupi e le creste di montagna; hanno assunto forme spettacolari e sofferte, tanto da ricordare le striature e le muscolature di certi grandi rettili o le forme levigate degli scheletri. – 2. I Pinosàuri del Massiccio del Pollino, appartengono alla specie pino loricato (Pinus leucodermis o Pinus heldreichii), fra Basilicata e Calabria; – 3. I Pinosàuri del bosco dell’Alevè, disseminati fra i 1700 ed i 2900 metri del bosco di pini cembri (Pinus cembra) in Valle Varaita, Piemonte; – 4. Il Pinosàuro serpentiforme di Roia, pino cembro monumentale caduto e ricresciuto in maniera molto curiosa, a forma di serpente, a quota 2200 metri in Alto Adige; – 5. I Pinosàuri delle Montagne Bianche in California, gli alberi viventi più antichi del pianeta con oltre 5000 anni, appartenenti alla specie pino longevo (Pinus longeava) e studiati per la prima volta negli anni Cinquanta del XX secolo dal professore Edmund Schulman.

Albero-elefante – s. m. (pl. alberi-elefante). – 1. Alberi di grande dimensione, conosciuti e venerati per la loro età plurisecolare o millenaria. – 2. Alberi dai tronchi e le forme complesse e spettacolari paragonati ai pachidermi africani e asiatici per assonanza geometriche. – 3. Alberi vetusti che portano secoli e secoli nelle proprie cortecce e sono custodi del tempo, come gli elefanti che sono fra gli animali maggiormente dotati di memoria.

Castanodónte – s. m. (pl. Castanodónti), il termine designa esemplari di castagno dalle dimensioni ragguardevoli, plurisecolari e dalle forme irripetibili. Data l’età la circonferenza dei tronchi, alla misura standard di un metro e trenta da terra, è superiore ai sette e agli otto metri, superando eccezionalmente i dieci. Possono presentare caverne alla base, scavate dall’azione di carie o dalla negligenza dell’uomo. Possono essere riconosciuti fra i monumenti della natura, protetti per legge e da staccionate. Ve ne sono alcuni entro i quali i proprietari hanno ricavato sedute e luoghi per il riposo e l’accoglienza di conoscenti, come avviene al Castagno Miraglia nelle foreste del Casentino, a poca distanza dal monastero di Camaldoli (AR), o all’Osteria del Bugeon, nel comune di Camugnano (BO). I più grandi d’Europa si trovano sulle pendici dell’Etna e sono noti come Castagno dei Cento Cavalli e Castagno di Sant’Agata o della Nave, con un’età stimata superiore ai duemila anni.

Arborgrammaticus – s. m. (pl. invariato, dal lat.). Arborgrammaticus è il grande albero che regola la vita e il tempo, è il re della foresta, è Dio per gli uomini, memoria e testimone ultimo della storia di quel pezzo di mondo. Ci sono cercatori di alberi e uomini radice che li studiano, li ammirano, tentano di catturarne il canto.

Silvario – s. m. (pl. silvari, dal lat. Silva, -ae). Forma di narrazione che procede visitando, di tappa in tappa, diversi boschi o foreste o selve o arboreti o giardini o altri luoghi ove centrale è la presenza degli alberi e/o un ritorno spirituale ad una dimensione selvatica. Talora i silvari alternano le vicende e gli episodi di una storia a capitoli dedicati a forme eterogenee di cultura dendrosofica.

Impietràre – verbo intr. [dal lat. petra, roccia, rupe, scoglio]. – 1. Dell’uomo che desidera, in spirito, radicarsi altrove, in qualcosa di solido, che può essere la cima di una montagna, la grotta, il tronco di un albero vissuto, un fiume, una cascata, un oggetto a cui lo lega un particolare sentimento. – 2. L’infinito è spesso sostantivato, spec. in locuzioni quali sull’i., all’i., con il sign. (proprio o fig.) di rinascita, destino. Part. pass. impietrato, anche come agg. e sost.

Dendrorama – s. f. [pl. invariato, dal gr. δένδρον (déndron), «albero» e ὅραμα (orama), «veduta»] – 1. Scatole o recipienti contenenti frammenti raccolti in un bosco, quali legni, semi, foglie, cortecce, fiori essicati o quant’altro il bosco  restituisca. Talora vi si inseriscono poesie, fotografie, filmati, registrazioni audio, libelli. – 2. Particolare declinazione della poesia visiva che si può manifestare in stampe o pitture di grande formato accompagnate da testi poetici e/o narrativi, piuttosto che in cartoline che rappresentano boschi o alberi e riportano testi poetici e/o narrativi.

Giappone, Parco nazionale dell’isola di Yakushima: in pellegrinaggio fra le conifere millenarie in un diluvio di acque, ombre e muschi

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