Rassegna Stampa

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ACERI, PIOPPI E PINI LA RESA AL CLIMA IMPAZZITO DEGLI ALBERI IN CITTA’

Pagina firmata Tiziano Fratus, pagine nazionali – La Repubblica, 7 marzo 2015

>>> leggi l’articolo integrale sul sito de la Repubblica

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corrieredellasera_bergamo_1ottobre2014_fratussapienza_betaIL COLLEZIONISTA DI ALBERI

Il poeta della Bassa che colleziona alberi-monumento. Tiziano Fratus, nato e cresciuto nella pianura bergamasca, presenta il suo ultimo libro L’Italia è un bosco, reportage nella Penisola delle piante

(Milano, Corriere della Sera – mercoledì 1 ottobre 2014, pagine di Cultura & Tempo Libero)

Intervista a cura di DAVIDE SAPIENZA – Pagine di Bergamo e Provincia.

>>> leggi l’articolo sul sito del Corriere della Sera

«Il suo nome d’arte, che rappresenta anche un lungo ciclo narrativo, è anche il nome del suo sito: “Homo radix”. Con questo bagaglio, Fratus gira l’Italia per raccontare con gli alberi (secolari) il cammino dell’uomo nella storia del territorio. L’Humus del suo ultimo libro, L’Italia è un bosco (Laterza), affonda idealmente le radici nella grande tradizione trascendentalista americana che per molti di noi ha offerto una tavolozza diversa, una visione capace di coniugare l’appartenenza alla natura a ciò che attiene al cammino umano»

 

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PERCHE’ NON CONOSCIAMO IL NOME DEGLI ALBERI CHE VEDIAMO SOTTO CASA

(Milano, Corriere della Sera – mercoledì 2 luglio 2014)

Ampio articolo firmato Antonio Pascale dedicato agli alberi delle città italiane. E s’inizia citando L’Italia è un bosco: «Sì, l’Italia è un bosco, come recita il titolo del bel libro di Tiziano Fratus (Laterza) – una piacevole e istruttiva lettura – dove si racconta del superlativo e spesso poco valorizzato patrimonio boschivo italiano.»

>>> Perché non conosciamo il nome degli alberi che vediamo sotto casa

 

illibrodelleforestescolpite_lastampa_31marzo2015QUEI PATRIARCHI VERDI SIMBOLO DI RESISTENZA

Nel “Libro delle foreste scolpite” il cercatore d’alberi Fratus racconta il suo viaggio attraverso i giganti del nostro pianeta

CARLO GRANDE

Torino, 31 marzo 2015

“Gli italiani non amano gli alberi”, scrive la Yourcenar nei taccuini delle Memorie di Adriano, citando Stendhal. Non è del tutto vero, perché qualcuno li ama moltissimo e passo dopo passo percorre boschi e foreste misurandoli, fotografandoli, cercando di valorizzarli. E’ Tiziano Fratus […] Fratus prosegue la sua quête, la sua amorosa ricerca con Il libro delle foreste scolpite (Laterza), scolpite perché composte da alberi vetusti e contorti, spesso ai limiti della vegetazione, oltre i duemila metri: «Viaggio tra gli alberi a duemila metri» recita infatti il sottotitolo, cammino che si snoda ai piedi di giganti o semplicemente di patriarchi verdi simbolo di resistenza

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INTERVISTA PER °L’ITALO-AMERICANO°, LA VOCE DEGLI ITALIANI DELLA WEST COAST DAL 1908, MONROVIA / LOS ANGELES E sAN FRANCIS – CALIFORNIA

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L’ITALIA DEGLI ALBERI MONUMENTALI – VANNO PROTETTI, E’ LA NOSTRA CIVILTA’

Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione) di mercoledì 4 novembre 2015

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L’UOMO CHE CERCA L’ANIMA DEGLI ALBERI

Uno scrittore a spasso nei boschi: ecco gli esemplari più ricchi di storia. Libri e tour promuovono una nuova forma di turismo ”silenzioso”

ANTONELLA MARIOTTI

(Torino, La Stampa – Martedì 9 novembre 2010)

Sono un cercatore di alberi. Da bambino amavo gli insetti più che gli altri bambini. Poi le cose, per fortuna, sono cambiate, ma ho avuto sempre un grande interesse per le altre creature». E’ in questa particolare definizione degli alberi come «creature» il significato della passione di Tiziano Fratus, 35 anni, bergamasco, che ha scritto Homo Radix, una guida per trovare e conoscere gli alberi monumentali, quelli che hanno resistito agli insulti del tempo e alle esigenze della civiltà, per secoli. Fratus si definisce «uomo-radice», che «si è svegliato albero»: il piacere che prova nel vederli e nel raccontarli va di certo più in là del semplice stupore di fronte alla loro mole e alla loro bellezza. Nel libro, infatti, ci sono i racconti di 40 «monumenti», costruiti dalla natura nel corso dei secoli, come faggi, tassi e pini, oltre al Castagno dei cento cavalli in Sicilia, sulle pendici dell’Etna, che – si stima – abbia tra i 2 mila e i 4 mila anni. «Reclamo il mio peso in radici», scrive Fratus e, se l’affermazione può sembrare un po’ sopra le righe, il poeta torinese ha realizzato un lavoro di ricerca letteraria e filosofica che va al di là dell’ammirazione e approda alla conservazione e comprensione di questo patrimonio.

«Ho raccolto le mie impressioni e gli appunti di viaggio per “raggiungere” queste creature. Alcuni hanno collocazioni complesse e non è facile arrivare». La raccolta «racconta» gli alberi, ne cita l’età, il luogo, e i riferimenti letterari. «Sono diversi gli autori che hanno scelto come protagonisti gli alberi monumentali: Mario Rigoni Stern, Carlo Cassola, Jack Prevert, che ha scritto “Alberi”, e Jean Giono». Ne «L’uomo che piantava gli alberi» Giono trova nel piantare alberi il riscatto dell’umanità attraverso un solo uomo. «Ma spesso gli alberi devono essere difesi dagli esseri umani – spiega Fratus -. In Australia c’è l’albero forse più grande del mondo, un eucalipto di 110 metri di altezza, ma i guardaparco non dicono dove si trova: temono le incursioni dei vandali». Per Tiziano Fratus l’amore per gli alberi secolari è una filosofia: «Negli ultimi 20 anni ci si è resi conto che anche le foreste sono un nostro patrimonio culturale. Spesso si ha paura di mostrarli come in Australia, ma dovrebbero invece essere disponibili per tutti. Sono un patrimonio dell’umanità». L’Unesco ha già inserito alcune di queste «creature» come – appunto – patrimonio dell’umanità: per esempio «I Cedri di Dio» (noti anche come Cedri del Signore o Horsh Arz el-Rab), ultimi resti della foresta che una volta ricopriva il Monte Libano. In Italia gli alberi plurisecolari sono circa 1200, censiti dal Corpo forestale dello Stato e in qualche modo protetti dalle istituzioni. Molti, però, sono ancora sconosciuti.

Il 21 novembre sarà la Festa nazionale degli alberi: una ricorrenza lanciata 16 anni fa da Legambiente nelle scuole e che nel 2010 è stata adottata dal ministero dell’Ambiente. Quest’anno si punta a rendere effettivo per i Comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nato, abbreviando i tempi per la messa a dimora da 12 mesi a 90 giorni. E due mesi prima della scadenza del mandato il sindaco dovrà rendere noto il «censimento arboreo» del proprio Comune. Intanto, tra due mesi, il 2011 sarà dichiarato come l’Anno delle Foreste.

>> http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/374314/

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ALLE RADICI DEL FARE POETICO

In che verso va il mondo

di DAVIDE RONDONI

(Roma, Il Sole 24 Ore – domenica 21 novembre 2010, Inserto Domenica)

Libero e sorprendente. Così è il mondo della poesia. Che tocca cieca e visionaria, vista micidiale d’aquila e sognante, tanti mondi e luoghi e persone. Una bella recente sorpresa è il libro di un bravo poeta piemontese, Tiziano Fratus, anche lui sotto i 40 anni (35 per la precisione) come altri che sto qui segnalando. E’ un libro di bellissima fattura, foto meravigliose e di forte scrittura. Un libro sugli alberi. Ma dire così è poco. E’ firmato dalla sua alacre Manifattura Torino Poesia con Marco Valerio Editore. Ci sono sì le foto di alberi secolari stupefacenti da ogni parte del mondo (da Singapore a Palermo, dalla Valle d’Aosta al Kenya) e gli appunti che questo poeta viandante ha preso nel suo vagare di Homo Radix, come dice il titolo. Ci si trova dentro una messe di informazioni su poesie, romanzi, scritture e iniziative legate a queste presenze di alberi prodigiosi.

E’ un libro visione. Un libro scritto per un amore esagerato e casto. Una ricapitolazione vasta e tesa della propria fame di vita. Ed è una potente, vissuta e leggiadra indicazione sulla natura stessa dell’esperienza poetica. Che è sempre nell’essere uomini radici, cercatori e custodi di radici, e anche nell’essere uomini albero: pieni di voli, di nidi, di gloria naturale e non artefatta, di pazienza nelle stagioni cupe, come un disegno, un fraseggio segreto e pur eloquentissimo tra terra e cielo. Un libro si poesia in viaggio, tra letture, situazioni comiche, amici poeti sparsi per il globo come altri alberi, voci antiche come Boccaccio e grandi poeti più prossimi, come Pound e Les Murray. Un libro di scoperte e anche di vivacissima appassionata erudizione. Che ci invita tutti ad essere poeti e uomini albero. Come nella bella poesia di Giuliano Scabia che Fratus riporta: «Il poeta albero / contiene anche le storie / che non compaiono a prima vista / il poeta albero / è tratto da un invito a ballare».

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I PILASTRI DELLA NATURA

Giro del mondo in ottanta fronde. Le radici dei giganti a Villa Hanbury

di STEFANO BIGAZZI

(Genova, La Repubblica di mercoledì 15 giugno 2011, Società)

Terra di ricca geografia, Liguria. Mare, certo. E monti e colline, persino qualche scampolo di pianura, e deserto, un repertorio che si dipana dalle onde di Antonio Discovolo e Plinio Nomellini ai paesaggi (magari non dimenticando quelli dipinti di Claude Monet, da queste parti, proprio) fisici e letterari di Francesco Biamonti, per arretrare sino in alto, alle Alpi Marittime e all’Appennino selvaggio delle nevi del Tomarlo, anfratti rocciosi e rigati di foreste abitati da rusteghi che alla verticalità dei luoghi hanno strappato lembi paralleli all’orizzonte lontano, a forza di braccia, pietra su pietra. E in mezzo e intorno, ovunque, alberi.

In tanta natura antropizzata un sacrario botanico qual è Villa Hanbury alla Mortola celebra nella mostra fotografica Quell’argot più antico i giganti radicati: venti stampe con cui Tiziano Fratus (“uomo radice”, ricercatore e divulgatore del mondo dei boschi, come a diverso titolo lo è Mauro Corona o lo fu Carlo Cassola) propone una visione dei grandi alberi del mondo, monumentali e secolari, fotografati in Italia, Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Singapore e qui in un percorso allestito tra i giardini e il palazzo.

L’evento, nei giorni scorsi, è stato altresì occasione alla presentazione di due libri al proposito, Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi e Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte di Tiziano Fratus, una storia lignea del mondo: del resto è questa – il Ponente ligure – zona di pensieri arboricoli, dove campeggia Libereso Guglielmi, dove idealmente salta come un Tarzan civilizzato in quel di Ombrosa il Cosimo Piovasco di Rondò barone, e rampante pure.

Tiziano Fratus, Quell’argot più antico, Villa Hanbury, sino al 26 giugno 2011; la mostra è aperta al pubblico oggi 14.30-15.30; domani 11.30-12.30; domenica 19 alle 11.30 visita dell’esposizione (appuntamento davanti all’ingresso del Palazzo Orengo); infine da da lunedì 20 a domenica 26 dalle 10.30 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 16.30.

>> http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/06/15/news/i_pilastri_della_terra_le_radici_dei_giganti_a_villa_hanbury-17732885/

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ALBERI MAESTOSI E SECOLARI. E LO STUPORE DIVENTA VERDE

Con l’«uomo radice» per un turismo lento e contemplativo

di PAOLO GALLIANI

(Milano, venerdì 28 gennaio 2011 – Turismo & weekend)

È un testardo. E con quel suo fisico, potrebbe essere un bretone, un irlandese o uno scozzese, uno di quei personaggi delle leggende celtiche di cui si diceva e si dice: «Quando la testa di uno di loro colpisce un menhir, è il menhir che si rompe». Già, la cocciutaggine. A vederlo, ai Giardini Montanelli di Milano, impegnato a prendere la circonferenza di un grosso albero che chiamano “quercia di Montale”, pare avere il cuore e l’anagrafe in un “mondo alla fine del mondo”. Invece è di origine bergamasca, vive in Piemonte, cita lo scrittore provenzale Jean Giono come fosse un dio tutelare, edita (Manifattura Torino Poesia) e pubblica volumi che elogiano la bella scrittura e la biodiversità. E quando deve dichiarare il suo amore, il suo oggetto del desiderio prende la forma di un albero monumentale, possente e tentacolare. Perché Tiziano Fratus è così: un “uomo radice”, come rivela il suo ultimo volume, il pregevole Homo Radix. O – come dicono gli americani – è un “tree hugger”, uno che le piante ha perfino il vizio di abbracciarle: gira il mondo per incontrare le gigantesche sculture arboree sparse nei posti più improbabili, interpreta le storie che i tronchi possono raccontare e per gli adulti un po’ bambini organizza escursioni da turismo silenzioso e contemplativo.

Un globetrotter e un filosofo. Perché un albero lega la terra al cielo; incute soggezione eppure è una presenza rassicurante; e quando lo accarezzi, ti esprime la sua gratitudine. Basta incontrarlo. Invitarlo ad accontentarsi di indicare il bello che è qui, vicino a noi, anche in questa Lombardia poco tutelata dagli umani e massacrata dal cemento. Non si lascia pregare. Cita gli orti botanici di Brera, Pavia e Brescia. Elenca i parchi che spesso incorniciano pregevoli residenze: le ville reali di Milano e Monza, Fonte Viva a Luino, Ponti, Mirabello e Panza a Varese, Melzi a Bellagio, Montereggio a Casatenovo, Olmo a Como, Vigoni a Menaggio. E disegna la sua geografia delle emozioni. Il Bergamasco con il “cedro dell’Himalaya” di Sombreno (loc. Paladina), 120 anni per 37 metri di altezza e 680 centimetri di circonferenza e la “farnia” del Castello di Marme a Filago, venti metri svettanti e oltre 7 metri di pancia. Il Bresciano, con i pini silvestri nel Parco dell’Adamello e il faggio di Sonico con età superiore ai 200 anni. Il Comasco, con lo strepitoso “cedro del Libano” di Villa Olmo, 810 cm. in largo e lo spettacolare esemplare di “Ragulon” nel parco della Comunità Montana Alpi lepontine, in Val Menaggio. E ancora: il pioppo nero di Cremona (quartiere Cambonino) e il “gelso bianco” del Santuario del Tommasono a Pandino; l’impressionante platano di Villa Sommi Picenardi a Olgiate Molgora, nel Lecchese; l’“olmo montano” di Lodi; e il millenario “castagno” di Ponti a Brallo, nel Pavese. Senza scordare il “gelso bianco” di Ponte in Valtellina, il “castagno” a Grosio (loc. Bedoglio) e lo scenografico “cedro del Libano” di Villa Mirabello a Varese.

Aggrappato alla terra come le radici che tanto ama eppure sensibile come una vecchia pellicola a 1000 Asa, Tiziano Fratus prepara il suo prossimo viaggio, chissà, forse in Madagascar, dove il francese Gilles Gautier consacra la sua vita ai baobab della Valle di Tsaranoro. Ma si commuove anche parlando dei secolari alberi di Villa Olmo e Villa Mirabello, citando radici, racemi e venature che hanno cadenzato la sua esistenza a pochi passi da Milano o Torino ed elogiando le virtù dei “bagolari”, gli “spacca sassi” riconoscibili dalla scorza che ricorda le zampe di elefante. Si congeda come sa fare un poeta della natura. Con parole semplici e senza nemmeno scomodare le metafore. «I grandi alberi? Passo la vita a cercarli: mi aiutano a stare bene».

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UN GRAN TOUR TRA GLI ALBERI

Lo studioso Tiziano Fratus: l’Italia è la patria segreta dei “monumenti verdi”

di Antonella Mariotti

La Stampa, martedì 22 novembre 2011, a pagina 25

«È un enorme patrimonio, il cui valore spesso non è preso in considerazione. Alcune amministrazioni comunali hanno creato dei circuiti turistici intorno a questi monumenti. Altre invece rischiano di portarli alla rovina». Tiziano Fratus è un giovane poeta e scrittore che ha dedicato la maggior parte del suo lavoro agli alberi secolari, monumenti della natura che spesso superano i 500 anni. Ed è lui che li ha censiti in Italia e all’estero.

Quali sono le condizioni del nostro patrimonio boschivo, alberi secolari compresi?
«In fondo la situazione italiana nel complesso non è particolarmente negativa. Le Alpi e gli Appennini sono ricoperti da foreste, che negli ultimi 30 anni hanno conosciuto una discreta crescita. Non bisogna dimenticare che in Italia esiste il maggior numero di alberi monumentali, ancora più numerosi rispetto a Francia, Germania e Inghilterra. La biodiversità del nostro Paese è superiore».

Quali rischi corrono quelli che lei chiama «monumenti viventi»?
«Il pericolo più grande è il cambiamento del clima. Anche perché si tratta di piante che hanno bisogno di cure particolari: e spesso le aziende incaricate della loro potatura non hanno sufficiente esperienza. In Inghilterra, invece, c’è ben più attenzione alla professionalità delle persone a cui si affida l’alberatura cittadina. Tanto che per i 50 anni di regno della Regina Elisabetta è stato creato un elenco che comprende gli alberi monumentali più belli del Regno Unito».

Da dove consiglierebbe di iniziare, se si compisse un viaggio ideale lungo la Penisola alla ricerca degli alberi più interessanti?
«Sono affascinato dai ficus: quello dell’orto botanico di Palermo, per esempio, ha un’architettura assolutamente particolare. Ma sono molto affezionato anche a quello del museo Bicknell di Bordighera, messo a dimora nel 1880, e al coetaneo nel parco di villa Zirio a Sanremo, che ha una circonferenza di oltre 15 metri»

Qual è invece il più particolare in Piemonte?
«Il larice di Pietraporzio, nel Cuneese: dopo due ore di camminata nel vallone del Piz si raggiunge l’enorme albero cresciuto sopra una pietra che ha sei secoli e mezzo. E’ straordinario: sembra uscito da una sagra fantasy».

E nell’arco alpino?
«In Lombardia ci sono oltre 20 faggi secolari in cima al Menna, nell’alto Bergamasco. Di solito i faggi sono isolati, invece in quellazona sono tutti vicini e molto alti, un vero spettacolo. I tre larici in Val d’Ultimo, nel Veneto, sono i più vecchi d’Europa».

Come è stata calcolata l’età? C’è un sistema per definirla in modo preciso?
«Quelli veneti hanno oltre 2200 anni ed è una datazione sicura, perché nel 1930 ne è caduto uno e sono stati contati i suoi cerchi. Per gli altri si ha una stima dai documenti oppure dal carotaggio, che è però un prelievo estremamente rischioso per la pianta».

Perché dice spesso che questi alberi possono essere un «veicolo di turismo»?
«Ad Arlea di Castro, in provincia di Viterbo, c’è un’enorme quercia secolare sulla cima della quale è stata costruita una casa: un bed and breakfast di una sola stanza, otto metri quadrati. Attira molti visitatori».

Si narrano tante leggende attorno a questi alberi?
«La più curiosa – credo – sia quella dell’eucalipto di Camaldoli, a Napoli, che è diventato anche protagonista di un bestseller australiano. Si racconta che il seme da cui è germogliato sia arrivato dall’altra parte del mondo nella tasca di un marinaio, dalla quale era caduto durante una lite con la figlia. Quest’ultima, dopo varie vicende, era andata a vivere nel convento napoletano».

Quali sono le foreste secolari in Italia?
«A Leccio, in Toscana, c’è la più alta concentrazione di sequoie, tutte originarie della California. Un posto da sogno, realizzato a metà dell’Ottocento da due fratelli che avevano ricevuto in eredità un castello trasformato in villa barocca. E’ un esempio delle centinaia di tesori che si nascondono in Italia e che troppo spesso sono trascurati».

>> http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/431049/

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LETTERATURA VEGETARIANA

Sperimentazioni: la paesologia di Arminio, l’alberografia di Fratus, le escursioni di Sapienza

Denuncia ambientale e impegno civile: la narrazione come stile di vita

di IDA BOZZI

Inserto culturale La Lettura, Corriere della Sera, domenica 27 novembre 2011

[…] in modo diverso, è il lavoro di Tiziano Fratus, con la sua ricerca dedicata agli alberi secolari, per un “turismo delle radici e  delle creature” senza confini, dall’Oriente all’America alle Alpi […] E lo fa con i libri, ma anche preparando itinerari per cercatori di alberi, convinto che la conoscenza “può incidere e aiutare a rivalutare anche territori provinciale e marginali“. Ne scrive tra l’altro nel libro illustrato Homo Radix (edito da Marco Valerio), in cui lo studio delle sequoie in California o degli alberi nostrani si lega alla polemica contro il turismo di massa, e si cita la ricerca di Henry David Thoreau in Walden ovvero La vita nei boschi, o la Natura come cura dell’inglese Richard Mabey.

C’è molto in questi autori del rapporto profondo e necessario con la natura di Thoreau; c’è meno dell’approccio del guru montano Corona, di cui nonn hanno certi atteggiamenti sapienziali…

>> http://lettura.corriere.it/letteratura-vegetariana/

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FIGLI DELLA STESSA TERRA

Recensione su L’Unità

Lunedì 4 luglio 2011, di Darwin Pastorin

Tiziano Fratus, nato nella pianura bergamasca e torinese d’adozione, è un poeta e uno scrittore. Soprattutto, come ama definirsi, «un uomo radice». È lui, con le sue ricerche, i suoi versi, la sua sensibilità a dare voce agli alberi, d’Italia e del mondo. I suoi ultimi, intensi lavori rappresentano un inno alla natura e alla bellezza: Homo Radix. Appunti per uncercatore d’alberi e Le bocche di legno, guida arborea del Piemonte (I Faggi, Marco Valerio Editore).

Attraverso i suoi racconti, “sentiamo” sussurrare il Ficus colonnare del Parco di Villa Garibaldi a Palermo, il Sicomoro (Platanus occidentalis) del Central Park di New York, il Bagolaro secolare del Parco di Villa Casana a Ivrea. Scrive: «Sono un uomo radice che circola e tenta di stabilire connessioni, e conoscenze con gli elementi naturali, col paesaggio, con l’ambiente. Sono un uomo che si fa sempre più albero in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini. Sono un uomo che ha imparato ad ascoltare gli alberi e non se ne vergogna affatto. D’altro canto ogni poeta è destinato a farsi albero». Tiziano continua a descrivere, a guardare, a catalogare, in un viaggio che sembra perdersi nelle memorie del tempo e dello spazio, in una epifania della bellezza e della semplicità. Sente anch’egli di possedere “radici”, ma in tutti i luoghi: perché noi siamo, in fondo, figli della stessa terra.

Leggiamo: «Ci sono alberi a cui piace prendersi tutta / l’aria possibile, mangiano punti di vista, / mangiano tagli, mangiano luce, si espongono / liquidamente là dove nessun uccello ha mai / segmentato il tempo, / vincono la storia / degli uomini, ignorarono le loro guerre, / gli spargimenti di sangue, cantano nel vento». Sì, che belle creature sono gli alberi e i poeti!

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ITINERARI – NEL NORDOVEST (E A MILANO) A CACCIA DEI GRANDI ALBERI

di Stefano Rodi, SetteGreen – Corriere della Sera, Milano, 22 marzo 2012

Un viaggio all’ombra degli alberi. Cinquantasette itinerari nel verde maestoso che si trova, spesso sconosciuto, nel Nord-Ovest, tra Alpi e Mediterraneo: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e territori confinanti della Francia. Descritti da Tiziano Fratus, vincitore del Premio Natura assegnato dall’Accademia del Ceppo di Pistoia per le sue ricerche botaniche, nel libro Terre di Grandi Alberi, di prossima uscita. Leggendolo, si scopre che a volte per vedere piante spettacolari non è necessario uscire dalle città.

Qual è l’albero più antico e quello più grande che si trovano nell’area descritta dal libro?

Il più antico è a Roquebrune, sopra Cap-Martin, nella parte del villaggio vecchio. E’ un ulivo che ha un’età stimata tra i 1800 ed i 2200 anni. I due più grandi si trovano a Sanremo, due Ficus macrophylla, in due parchi di dimore storiche. Villa Zirio e Villa Ormond. I primi esemplari di queste piante sono stati messi a dimora nell’orto botanico d Palermo nel 1845. Il corpo centrale di quelli più grandi raggiunge i 40 metri di perimetro. I due esemplari di San Remo sono un po’ più piccoli ma altrettanto spettacolari.

Lei organizza visite guidate agli alberi anche in città?

Sì, la prossima è in calendario a Milano il 12 maggio (info su http://www.homoradix.com) . Ci sono piante molto interessanti da vedere. A cominciare dai due Gingko biloba piantati a Brera a metà del ‘700. Probabilmente i più antichi della città. La quercia rossa di piazza XXIV maggio, nota per l’installazione del Cattelan, è invece di fine Ottocento. L’albero con il tronco più grande è un platano del parco di Villa Litta, con oltre dieci metri di circonferenza.

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ALBERI. FRATUS: «NEI TRONCHI SECOLARI TROVO SERENITÀ E AMICIZIA»

di Lucia Compagnino, Album Genova – «Il Secolo XIX» di martedì 5 febbraio 2013

ALBEROGRAFIA come ricerca, studio e descrizione dei grandi alberi. A questa scienza-passione si dedica ormai da molti anni lo scrittore e poeta Tiziano Fratus, nato a Bergamo nel 1975, che giovedì prossimo alle 18 sarà a Genova, alla libreria Finisterre, per parlare dei suoi amici secolare per presentare i suoi due nuovi titoli: La linfa nelle vene. Alberografie a Nord-Ovest lungo gli itinerari dei Grandi Alberi (Nerosubianco) e Il sussurro degli alberi. Piccolo miracolario per uomini radice (Ediciclo).Ma soprattutto, Fratus parlerà di piante secolari e delle loro storie.

Fratus,“chi”sono gli alberi che verrà a presentare?

«Sono grandi alberi che ho incontrato fra Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e confini francesi e cui è dedicato La linfa nelle vene. Il sussurro degli alberi invece abbraccia le mie considerazioni filosofiche condotte durante viaggi in Piemonte, Francia, Toscana, Trentino, Veneto e Sardegna. A marzo invece uscirà una summa della mia esperienza, il Manuale del perfetto cercatore di alberi per Feltrinelli».

Quando e perché ha iniziato a occuparsi di queste grandi piante?

«Il mio amore per gli alberi nasce come risposta a una mancanza: sono cresciuto con legami labili con la mia famiglia e senza un rapporto concreto con la terra, ma da quando ho scoperto questa connessione con i grandi alberi mi sento a casa ovunque. Tutto è iniziato qualche anno fa, durante una tournée di promozione delle mie poesie a Singapore e negli Stati Uniti. Mi sono trovato al cospetto di città enormi, paesaggi straordinari e alcuni grandi alberi. E ho smesso di sentirmi sradicato. Tornato in Italia, ho iniziato a interessarmi agli alberi monumentali, ho raccolto informazioni e ho scritto il mio primo libro in prosa, Homo Radix. Gli alberi mi aiutano a pulire la mente e quando sono agitato, arrabbiato o confuso chiudo il computer e me ne vado a fare una lunga passeggiata in un bosco».

Agli alberi lei non dedica solo libri.

«Sto costruendo un vasto archivio fotografico che si arricchisce ad ogni viaggio ed è oggetto di mostre,organizzo e guido visite botaniche e laboratori per bambini».

Come mai la Liguria è così ricca di monumentali?

«È un territorio che mantiene una bella ricchezza botanica e ambientale, nonostante gli scempi di autostrade, porti e alberghi. La Regione ha eseguito una buona mappatura del territorio. Anche se poi ci si è un po’ persi, negli ultimi anni, grazie anche ad una propensione alla vandalizzazione di tutto ciò che è pubblico, tipica di noi italiani».

Quali sono gli alberi da vedere assolutamente?

«Ce ne sono tanti, e non sono solo alberi autoctoni, o comunque tipicamente europei, come faggi, lecci,querce e castagni. Sulla costa troviamo infatti alberi esotici come ficus, araucarie e palme. Trovo straordinari ad esempio i ficus di Bordighera e Sanremo, i faggi del Bosco del Benevento a Mallare, le grandi araucarie dei parchi di Nervi, di villa Negrotto-Cambiaso ad Arenzano e di Villa Hanbury al confine, piuttosto che i castagneti dell’entroterra imperiese e le sequoie disperse nel territorio genovese».

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HOMO RADIX

di Manuela Giorgino

(Roma, La Nuova Ecologia – febbraio 2011, Storie – Letteratura)

«Sono un uomo che ha trovato radici viaggiando nel mondo». Tiziano Fratus, poeta trentacinquenne di origini bergamasche, trapiantato ai piedi delle Alpi Cozie, in Piemonte, si autodefinisce “cercatore di alberi” e da alcuni anni cerca “monumenti arborei”. «Un cercatore di alberi – spiega Fratus – è un individuo solitario, che cerca queste creature che uniscono ciò che è terreno a ciò che supera la dimensione fisica». Nella sua ultima raccolta poetica Homo radix – Appunti per un cercatore di alberi, Fratus suggerisce alberi presenti in Italia e nel mondo e individua uno spettro molto ampio di pellegrini “cercatori di alberi”. «Ci sono gli uomini e le donne radice, professionisti della ricerca, poi gli operai e i lavoratori che dedicano la domenica. Infine, gli esperti del settore: l’architetto paesaggista, il botanico, la guardia forestale, lo studente di Scienze naturali. La poesia diventa una parte integrante della ricerca – aggiunge il poeta – Attraverso la scrittura ho addomesticato uno sguardo più attento nei confronti del paesaggio e della storia degli esseri viventi». Come ha fatto per i boschi del Piemonte, tra i più ricchi di alberi monumentali in Italia, fra i quali il poeta cita la Selva di Chambons, dove gli esemplari più antichi sono del XV secolo. È un bosco caro persino allo scrittore Edmondo De Amicis, che descriveva i suoi larici come «canuti professori che possono insegnare ai giovani che cosa vuol dire essere un albero». I vecchi alberi piemontesi hanno visto cambiare il paesaggio e crescere la società. Sono saggi contorti, pieni di nodi, con una coperta di foglie sulle radici. Per chi sa ascoltare, narrano storie che portano ancora sulla corteccia segnata da profonde ferite. Con i loro trecento anni querce, cedri, platani superano l’età di un uomo. «Grazie alla loro presenza immutabile – aggiunge – s’instaura un rapporto con il territorio che va a rafforzare l’identità che ogni essere umano indossa». Cercare l’albero, insomma, è cercare se stessi.

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ALLA SCOPERTA DEI MAESTOSI FICUS MACROPHYLLA

L’itinerario insolito. Due giorni con il “cercatore di alberi”

di Andrea Fassione

(Imperia Sanremo, Il Secolo XIX – venerdì 21 ottobre 2011, Weekend)

Una lunga serie di appuntamenti per raccontare, rivalutare e andare alla scoperta del patrimonioarboreodellaprovincia. In particolare, degli spettacolari Ficus macrophylla, mastodonti di legno e corteccia originari dell’Australia e messi a dimoranelle città di Sanremo e Bordighera a cavallo tra il XIX e il XX secolo dai quei coloni della belle époque come Ludovico Winter, gli Ormond e gli altri pionieri del turismo invernale in Riviera. È questo il programma della due giorni con il “cercatore di alberi” TizianoFratus,un graditissimo ritorno nella nostra provincia per l’autore di HomoRadix e del più recente Taccuino del cercatore di alberi. Giardini Botanici Hanbury […]

I volenterosi partecipanti si rimboccheranno le maniche per ridare splendore a tutti gli angoli del giardino del museo, con i suoi ficus e il glicine monumentale che ne sovrasta l’ingresso. Al pomeriggio, a partire dalle 15 presso la biblioteca del museo, serie di incontri moderati da Daniela Gandolfi (Istituto Internazionale di Studi Liguri) con Tiziano Fratus,
Tito Schiva e la prima delle due presentazioni del libro “Itinerario dei Ficus della Baia di Moreton a Sanremo e Bordighera” (Edizioni S.T.R.A.D.E), curato da Tiziano Fratus e dalla guida ambientale Marco Macchi. Quindi il via alla visita dei maggiori Ficus macrophylla visitabili della città, in particolare i due di piazza Otto Luoghi, zona Municipio e quello dietro all’Hotel Angst. Un accenno sarà fatto anche ai nove ficus monumentali di Villa Winter, non accessibile al pubblico.

Per la giornata di domenica, Tiziano Fratus e Marco Macchi saranno a Sanremo alle 11 alla libreria Mondadori per la presentazione degli itinerari. Al pomeriggio, ritrovo alle 15 all’ingresso dei giardini di Villa del Sole a San Martino per una passeggiata insieme agli autori della guida alla scoperta dei maggiori ficus della città che, come scrivono Fratus e Macchi nella guida, “a parte un traffico da Milano ad ore di punta, detiene un patrimonio arboreo eccezionale”. Il lungo itinerario toccherà Villa del Sole, Villa Saint Joseph, Villa Ormond, il Tribunale, Villa Zirio (i due “patriarchi”), Corso Inglesi e i Giardini Regina Elena. Durante l’itinerario si potranno osservare non solo l’età o la circonferenza dei tronchi e delle chiome, ma anche l’aspetto più suggestivo di molti esemplari di ficus, che sanno trasformare le ramificazioni in nuove radici di sostegno, creando colonne, arcate, vere e proprie intenzioni di sviluppo, rompendo o inglobando ogni ostacolo che si frappone al loro percorso di crescita. Un tuffo nella natura ma anche nella storia di una Riviera, non a caso denominata “dei fiori”, che deve molto al suo clima e alla maestosità dei suoi giardini.

gioia_26aprile2014_fratusSCRITTORI INDIE

di GIUSEPPE CULICCHIA, settimanale Gioia del 26 aprile 2014

E’ apparso sul settimanale «Gioia» uno speciale letterario scritto da Giuseppe Culicchia dedicato agli scrittori indipendenti che saranno presenti all’imminente edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, con particolare attenzione per alcune delle voci che transiteranno per il nuovo spazio Independent’s Corner diretto dallo stesso scrittore torinese. Dalla poetessa Mariagiorgia Ulbar alla giornalista Tamara Ferrari, dall’alberologo e firmatorio del Manifesto della lentezza Tiziano Fratus all’antropologo Marco Aime, dall’autrice islandese Gudrun Eva Minervudottir allo scrittore-birraio Marco Ballestracci, dal poeta Guida Catalano alle voci che infuocheranno il Poetry Slam.

«Tiziano Fratus, in un’epoca contrassegnata dalla fretta, che in editoria significa innanzitutto refusi, è tra i firmatari del Manifesto della Lentezza. Per tutti gli amanti del mondo della bicicletta, del viaggio a piedi, i viandanti e i pellegrini, e in generale tutti quelli che guardano il mondo da un altro punto di vista, rallentando i ritmi per soffermarsi, osservare, respirare. Il motto è: “Non si va mai abbastanza piano”».

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trentino_7luglio2014_fratusTIZIANO FRATUS – IL CERCATORE DI ALBERI E LE RADICI DELL’ITALIA

(Trentino – lunedì 7 luglio 2014)

Se i boschi e le pinete potessero parlare, di sicuro converserebbero amabilmente con Tiziano Fratus, poeta e scrittore ma prima di tutto cercatore di alberi. E’ grazie a lui e alla sua ultima fatica letteraria che gli appassionati di natura possono attraversare in lungo e in largo il nostro paese partendo proprio dalla mappatura dei suoi alberi […] sorta di filosofia spirituale che se da un lato lo pone lontano anni luce dai fanatismi degli integralisti, dall’altro non gli impedisce di dare un’interpretazione politica al rapporto uomo-ambiente…

Testata_Huffington_post

IL LIBRO VERDE DEI BOSCHI D’ITALIA

Di Stefano Paolo Giussani 

(L’Huffington Post – 11 luglio 2014)

«Ci sono pagine che raccontano come la nostra penisola sia un vero tesoro di alberi, boschi e giardini. In passato si è scritto molto a proposito, ma L’Italia è un bosco di Tiziano Fratus va oltre il classico saggio perché è un po’ guida, un po’ racconto e un po’ manuale per presentare il lato verde del Bel Paese […] L’autore apre la sua via, antichissima eppur attuale, agli alberi»

>>> leggi Il libro verde dei boschi d’Italia

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larepubblicait

TIZIANO FRATUS E GLI ALBERI VINCONO IL PREMIO CEPPO

(La Repubblica, Firenze – 18 marzo 2012)

È lo scrittore Tiziano Fratus il vincitore del Premio Ceppo  Pistoia 2012, assegnato dall’ Accademia del Ceppo diretta da  Paolo Fabrizio Iacuzzi. Nato a Bergamo nel 1975, Fratus vive in  un villaggio ai piedi delle Alpi Cozie e dirige la collana Taccuini per cercatori di alberi per le Edizioni della  Meridiana. Nella motivazione al premio si sottolinea come abbia «incentrato in maniera esemplare la sua ricerca poetica  sull’ incontro tra uomo e natura come occasione di riflessione  sull’ essere umano attraverso il recupero di un rapporto  ancestrale con l’ ambiente naturale». Oggi la premiazione  con Martha Canfield e Renato Ferretti.

>> http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/03/18/tiziano-fratus-gli-alberi-vincono-il-premio.html

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La Nuova Ecologia, Roma – novembre 2011

IN VIAGGIO – PIEMONTE, WEEKWND D’AUTUNNO A CACCIA DI ALBERI

Testi e fotografie di Tiziano Fratus

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La Nuova Ecologia, Roma – ottobre 2012

ALL’OMBRA DEI GRANDI ALBERI, SOTTO LA MADONNINA

Testi e fotografie di Tiziano Fratus

Nel numero di ottobre del mensile di Legambiente, La Nuova Ecologia, esce un nuovo servizio a cura di Tiziano Fratus. S’intitola Miracolo a Milano. All’ombra dei grandi alberi, sotto la Madonnina e presenta il frutto delle alberografie dedicate al patrimonio arboreo del capoluogo lombardo, con estratti dal volume L’alber de Milan. Con gli occhi di Thoreau e le mani pronte a respirare pubblicato nei mesi scorsi da Edizioni della Meridiana di Firenze.

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L’Adige, Trento – 1 ottobre 2012

SEQUOIE, I GIGANTI DEL TRENTINO

Testi e fotografie di e a cura di Tiziano Fratus

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Terra Nuova, Firenze – Ottobre 2012

TRE ITINERARI PER CERCATORI DI ALBERI

Testi e fotografie di Tiziano Fratus

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Camminare, Saluzzo – dicembre 2011

AMICO ALBERO CHI LO CERCA TROVA UN TESORO

Incontro con Tiziano Fratus di Alma Brunetto

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ALBERI MONUMENTALI

Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi

(Milano – Da leggere, n° 322 – Febbraio 2011)

di Pia Meda

Il racconto di peregrinazioni in Italia e all’estero alla ricerca di monumenti vegetali. Con pensieri e riflessioni che si alternano a interessanti fotografie in bianco e nero.

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RADICI E FUSTI PIANTATI NEL CUORE

Homo Radix di Tiziano Fratus

(Natura, L’Indice dei Libri del Mese – Febbraio 2011)

di Paola Bonfante

Tiziano Fratus, poeta e scrittore, ha prodotto un’opera bella e singolare a partire dal suo titolo evocativo. L’uomo-radice in realtà cerca gli alberi monumentali, quei giganti che dominano i paesaggi e che sono passati indenni attraverso i secoli, resistendo ai cambiamenti ambientali e all’azione umana grazie alle loro peculiarità biologiche. Ma il libro non parla della biologia di questi patriarchi, bensì di tutto quanto – storia, cultura, emozioni, sentimenti – c’è attorno ad un albero. Per questo il libro è costruito attraverso una serie di appunti, come un diario di viaggio che ha come scopo di incontrare alberi che vivono in Provenza, in California, a Singapore, ma anche in Valle d’Aosta o in Sicilia […] Il volume è graficamente molto bello: una carta opaca rende al meglio le suggestive fotografie in bianco e nero che l’autore ha scattato durante i suoi viaggi […]

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HOMO RADIX. APPUNTI PER UN CERCATORE D ALBERI

(Roma – Consigli per gli acquisti, EcoTV)

di Marianna Falso

«Sono un uomo radice e questi appunti sono le mie ghiande, i miei racemi, i miei galbuli, le mie venature».

Homo Radix, un titolo senz’altro suggestivo che vuole introdurre il singolare lavoro di Tiziano Fratus. Edito da Manifattura Torino Poesia, il libro si presenta come un diario di viaggio e racconta un uomo radice che circola e tenta di stabilire connessioni con gli elementi naturali, col paesaggio, con l’ambiente. Homo Radix è una guida per scoprire la magnificenza degli alberi monumentali che popolano la terra e le loro testimonianze secolari, ma l’autore non si limita ad elencarne età, luogo e stato di conservazione, vuole proporre riferimenti letterari, poesie, storie, considerazioni personali e molto altro ancora. Un libro sulla passione sconfinata per i giganti della terra e sulla natura vissuta come esperienza poetica. Tiziano Fratus è un uomo radice, un uomo che ha trovato radici viaggiando nel mondo.

>> http://www.ecotv.it/index.php/rubriche/consigli-per-gli-acquisti/4110-homo-radix-appunti-per-un-cercatore-di-alberi

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A PIEDI NEI PARCHI, PASSEGGIATE PER CERCATORI DI ALBERI SECOLARI

Torinesi alla scoperta dei vecchi giganti dei boschi

(Torino – La Stampa del 4 marzo 2011, Ambiente)

di Antonella Mariotti

Alla ricerca degli alberi secolari. Alla ricerca di paesaggi spesso talmente conosciuti che non ci accorgiamo di averli lì, a qualche decina di minuti da casa. «Le passeggiate per cercatori di alberi» inizieranno la prossima settimana, sei appuntamenti ogni domenica iniziando dalla prossima, 13 marzo alle tre del pomeriggio dal Parco della Tesoriera a Torino dove si incontra il Platano ultrasecolare (Platanus acerifolia) più di sei metri e mezzo di circonferenza per 22 metri di altezza. «Le passeggiate sono innanzitutto un’esperienza di conoscenza dei luoghi che abitiamo distrattamente: parchi pubblici, giardini, boschi, tutti luoghi che fanno parte del paesaggio che l’uomo abita e vive, ma spesso come valvole di sfogo, come aree per allontanarsi dal peso, dai problemi, da tutto ciò che ci vincola alla vita sociale e quotidiana», così Tiziano Fratus, un «cercatore di alberi» che si portano nella corteccia secoli di vita. Fratus autore di Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi (Ed. Marco Valerio), racconta gli alberi centenari non solo dal punto di vista botanico, raccoglie le testimonianze, racconti e tutto quello che ha voluto dire in un luogo la sopravvivenza di un albero nei secoli. «L’intenzione, quando abbiamo organizzato le passeggiate – spiega Fratus – era quella di migliorare la consapevolezza dei tesori della natura che sono intorno a noi, di quanta bellezza ci circonda. E poi educare ad una migliore conoscenza delle specie botaniche, degli esemplari notevoli o monumentali presenti, per conoscere “le creature” che abitano questi luoghi». Il 10 aprile si partirà alla scoperta del Cipresso della California (Calocedrus decurrens), 345 cm di circonferenza del tronco, 20 metri di altezza, nel Parco di Villa Genero. L’8 maggio invece nel Parco del Valentino sono due i giganti: un Platano oltre cinque metri e mezzo di circonferenza per 23 metri di altezza, e un Bagolaro 4 metri e 21 centimetri di circonferenza per 20 metri di altezza. Il 19 giugno a Pollone (Biella) nella Riserva naturale speciale Parco Burcina sono «di scena» la Sequoia, che in realtà è composta da cinque esemplari piantati nel 1848, con circonferenza fra i 420 ed i 580 centimetri e altezza fra i 37 e i 45 metri, e il Cipresso di Monterey cinque metri e mezzo di circonferenza del tronco per 16 m di altezza. Il 10 luglio a Verbania, si andrà alla scoperta dei Giardini botanici di Villa Taranto, con la Quercia piantata nel 1938, diciassette metri di altezza, il Castagno piantato nel 1600, alto venti metri, e Davidia (Davidia involucrata) del ‘35. L’ultima passeggiata è prevista l’11 settembre al Parco del Castello di Racconigi dove c’è la maestosa Zelkova (Zelkova carpinifolia), di duecento anni, con una circonferenza di otto metri e mezzo e oltre i 35 metri di altezza, poi il Tasso (Taxus baccata), circonferenza del tronco di 380 cm, diciotto metri di altezza. «Torino e il Piemonte sono un grande giardino – dice ancora Fratus -. Il patrimonio arboreo nei parchi pubblici, nelle aree verdi, nelle cento e più riserve naturali, nei boschi delle colline e delle Alpi, e ancora nei grandi parchi delle residenze sabaude che sono state recentemente restituite al pubblico, nei giardini delle ville private e dei castelli disseminati in ogni angolo del nostro territorio, costituiscono una geografia preziosa, dove poter incontrare specie rare, autoctone o provenienti da altri continenti, secolari, monumentali». Le «passeggiate» sono state organizzate in collaborazione con l’associazione culturale Dobhran e con il patrocinio dell’assessorato all’Ambiente, alle politiche per la casa e il verde di Torino.

>> http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/391648/

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UN CERCATORE DI ALBERI

Gli alberi come protagonisti del paesaggio e dell’anima, secondo lo scrittore Tiziano Fratus

(Roma, Il Forestale 60, gennaio-febbraio 2011)

di Annalisa Maiorana e Nicolò Giordano

Sono un uomo che trova gioia e pace nella sua nuova terra. Sono un uomo che ha trovato radici viaggiando nel mondo … Sono un uomo che si fa sempre più albero in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini.” Abbiamo rubato questi brevi passaggi dal grande serbatoio di suggestioni e spunti che ci ha offerto Tiziano Fratus, durante la presentazione del suo libro Homo Radix, presso l’Ufficio relazioni con il pubblico, perché ben riassumono lo spirito di un’opera che è molte cose insieme: guida, raccolta di pensieri e sensazioni, riflessione artistica.

In un venerdì non molto fortunato, con la neve a Roma e mezza Italia bloccata dal maltempo, grazie al soccorso della tecnologia, Tiziano, febbricitante nella sua casa in Piemonte, ci ha raccontato un po’ del suo vissuto grazie anche all’abile  “interrogatorio a distanza”, condotto dall’amico Antimo Palumbo, storico degli alberi. L’autore, si definisce “un uomo radice”, un “ambasciatore di alberi”, che ama viaggiare, leggere, scrivere e trasmettere le proprie emozioni.

>> Link all’intervista

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APPUNTI PER UN CERCATORE DI ALBERI

Recensione di Emanuela Celona su Piemonte Parchi

N°205 – Maggio 2011, Torino

E’ una consacrazione agli alberi quella che Tiziano Fratus scrive nel suo libro di trecento pagine. Una serie di appunti suoi suoi “incontri” con alberi vicini – come quelli dei viali di Torino, o la grande sequoia del Parco della Burcina – ma anche più lontani – come la sequoia più alta del mondo in California, o il famoso castagno di quattromila anni sull’Etna. L’autore scrive ogni pagina trasmettendo al lettore una sensazione divisa a metà tra la profonda ammirazione per queste creature terrene in continuo dialogo con il cielo, e la tristezza per quegli alberi che non si incontreranno mai […] Tra citazioni di poeti, scrittori, storie di giardinieri e di piantatori di alberi, Fratus annovera più padri spirituali per la sua opera: Robert Frost, Giono, Jacques Prévert, Rigoni Stern, Walt Whitman. Il libro si chiude con una “alberografia” utilissima per nuovi aspiranti cercatori e con una esortazione, Buona ricerca, alla quale potremmo aggiungere una citazione di John Muir:«In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve sempre molto di più di ciò che cerca».

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APPUNTI DI UN CERCATORE DI ALBERI SU E GIU’ PER I GIARDINI DI LIGURIA

Lo scrittore dedica la propria vita ad “attraversare” il paesaggio

Il Secolo XIX, domenica 25 settembre 2011, di Andrea Fassione

«Vivo ai piedi delle Alpi Cozie. Un piccolo paese: un gruppetto di case, alcuni palazzi popolari, vecchie cascine riattate e aggiustate». Così Tiziano Fratus che si autodefinisce Homo Radix e di professione fa lo scrittore e il cercatore di alberi, comincia il suo primo capitolo nella nuova guida Taccuino del cercatore di alberi. Giardini Botanici Hanbury (200 pagine in formato tascabile con illustrazioni a colori, Edizioni della Meridiana di Firenze, prezzo 12 euro) scritta a due mani con il professore Mauro Giorgio Mariotti, presidente e direttore del Centro Servizi Universitario dei Giardini Hanbury. Un libro agile, rigoroso e intimista al tempo stesso grazie ad un’insolita collaborazione tra sapere e sentimento. «Visitai i Giardini Hanbury per la prima volta da adolescente […] Una mattina ero partito con lo zaino pieno zeppo di vestititi, casco ben allacciato, sul mio motorino, uno scooter 50 della Honda». Fu per il giovane Fratus un’illuminazione. Vi tornò in seguito, quando la passione per gli alberi già si era fatta strada nella sua anima. E tornò ancora, ai giardini e su e giù per la Liguria, a cercare, misurare, descrivere le piante monumentali che regalano ombra a questo aspro territorio, un “gran boomerang terrestre” che va da Lerici a Capo Mortola. Fratus strizza l’occhio a Mariotti, il professore, che col suo saggio di “dendrologia hanburiana” fornisce tutte le risposte che il lettore più esigente si aspetta da una guida botanica. Qui troviamo trentaquattro schede di alberi notevoli  e rari, tra cui i tre monumentali. l’Araucaria di Cunningham, il Cipresso Messicano e l’Eucalyptus globulus. Sembra quasi di vederli mentre lavorano insieme: il professore dirige e coordina il lavoro dei dodici giardinieri e dei suoi studenti e ricercatori. Rispolvera gli archivi e stila una classifica dei dieci alberi più vecchi messi a dimora dagli Hanbury a partire dal 1867. Fratus nel frattempo trotterella armato di metro tra i vialetti disegnati da Ludovico Winter, rimisurando quasi in un abbraccio altezze, dimetri e circonferenze delle piante di maggiori rilievo. Ne scaturiscono cinque nuovi percorsi che si sommano ai due ufficiali (quello rosso e quello blu) adatti sia a chi visita i Giardini Hanbury per la prima volta ma anche, e soprattutto, a chi voglia riscoprirli sotto una nuova… ombra. «Homo Radix – così Tiziano Fratus spiega una delle locuzioni più felici della sua carriera di scrittore – significa dedicare una parte importante del proprio tempo e della propria vita ad attraversare il paesaggio, studiandone in particolare le caratteristiche arboree». Lo scrittore ha girovagato per l’Italia e per il mondo alla ricerca degli alberi più interessanti. Nel taccuino riporta alcuni  alberi monumentali presenti in Liguria di Ponente ed in Costa Azzurra: l’olivo bimillenario di Roquebrune, i Ficus macrophylla a Sanremo e quelli del Museo Bicknell di Bordighera, e poi pini, lecci, araucarie e gli altri olivi secolari spari dappertutto nelle città come nei boschi della Riviera. Ne descrive l’età, l’aspetto, la complessità delle radici, la circonferenza dei tronchi e lo sviluppo delle chiome, ma anche gli aneddoti e le leggende. Basta una cicatrice lasciata da un fulmine, una cavità nascosta, o un sasso intrappolato tra le radici: storia e fantasia cavalcano insieme, al galoppo. Il prossimo 22 ottobre Fratus sarà a Bordighera e il 23 a Sanremo, per presentare la sua nuova fatica e il suo chiodo fisso: una guida ai Ficus macrophylla o Ficus della Baia di Moreton, di queste due storiche città turistiche. A Sanremo si potrà seguire, insieme a lui, un percorso guidato e commentato dall’uomo radice in persona. Si partirà alle 15 da Villa del Sole a San Martino e si proseguirà verso Villa Ormond, il Tribunale, Villa Zirio fino alla base di Corso Inglesi, alla scoperta di un patrimonio silenzioso, ma più che mai vivente.

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CEPPO NATURA AL CERCATORE DI ALBERI

Il riconoscimento per l’impegno dell’autore in difesa dell’ambiente

La Nazione, lunedì 19 marzo 2012 – di Giulia Gonfiantini

La premiazione. Ieri la consegna a Tiziano Fratusm poeta e scrittore per Homo Radix.

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UN CERCATORE DI ALBERI. LA MISSIONE DI TIZIANO FRATUS E IL PATRIMONIO DEL PIEMONTE

Corriere di Novara, sabato 22 ottobre 2011 – di Costanza De Luca

«Reclamo che il mio peso / venga valutato in radici». Incomincia così Tiziano Fratus a raccontare del suo amore viscerale per gli alberi attraverso il suo Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, diario di viaggio dedicato all’identità vegetale di un uomo contemporaneo così come alla storia, alla geografia e alla letteratura degli alberi centenari e monumentali presenti in Italia e nel mondo. Fratus è un uomo radice cresciuto nella pianura bergamasca e sulle colline del Monferrato e oggi vive ai piedi delle Alpi Cozie. La sua passione sconfinata fin da bambino per i “giganti della terra” lo ha portato a cercare, a osservare, a studiare; a scoprire e a mostrare la bellezza e la magnificenza degli alberi secolari che popolano parchi pubblici, giardini privati, orti botanici, boschi , vallate e riserve: tutto quello che fa da paesaggio. Una missione personale la sua: «Negli ultimi venti anni ci si è resi conto che anche le foreste sono un nostro patrimonio culturale. Spesso si ha paura di mostrarli come in Australia, ma dovrebbero invece essere disponibili per tutti. Sono un patrimonio dell’umanità». Ospite del Fai, delegazione di Novara, presso la Fondazione Faraggiana, per una lectio magistralis interamente dedicata all’Alberografia del Piemonte: alberi monumentali, alberi centenari, alberi notevoli e di pregio. Ha sottolineato l’impegno nella scoperta dei territori, nella valorizzazione della biodiversità vegetale, nel riconoscimento, nella catalogazione del patrimonio arboreo: dal piccolo giardino della villa storica in restauro sul lago d’Orta all’albero plurisecolare nella frazione di montagna quasi disabitata. «Il Piemonte è un golfo di terra, di acque, di rocce – ha spiegato Fratus – che brulica fra il respiro del mare e la corona delle Alpi, offre una biodiversità paesaggistica e ambientale di grande valore. Penso ai boschi planiziali residuali, alle risaie del Vercellese e del Novarese, quest’invenzione dell’uomo che è andato a sbancare un intero territorio di dolci colline per rendere piatto e adatto alla coltivazione del riso. Penso ai laghi del Verbano, alle vallate del Basso Cuneese, ai boschi e alle rocche del Roero, alle faggete di Valdieri e lungo i confini con la Liguria, alla cembreta dell’Alevè… Viviamo ancora, nonostante l’invasione di quell’Italia dei Capannoni di cui scrive Giorgio Bocca, in una regione spettacolare. Creo itinerari per cercatori di alberi che possono consentire alle persone di capire che la bellezza è a due passi da casa e che per incontrare alberi meravigliosi non è necessario visitare il Sequoia National Park in California. Le sequoie sono qui, da noi, a un’ora di macchina, al Parco Burcina di Pollone, dove ne sono state messe a dimora cinque nel 1848 per celebrare la promulgazione dello Statuto Albertino. E ve ne sono di secolari a Bee, Agliè, Torre Pellice e una più giovane anche a Torino, nel parco collinare di Villa Genero. Alberi che spesso non vengono notati».

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FRATUS SPIEGA COME SCOPRIRE I “MONUMENTI” DELLA NATURA

Fabio Ravera, «Il cittadino» di sabato 11 maggio 2013, Lodi

«Uomo radice, dal latino Homo Radix: uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali, con particolare attenzione alle proprie radici locali, ma anche quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare». Ama creare neologismi Tiziano Fratus: e lo sanno bene i lettori della rubrica che il38enne poeta bergamasco tiene da qualche anno sul quotidiano «La Stampa», per spiegare ai “figli della cementificazione” come si diventa «un perfetto cercatore d’alberi» Così si intitola il manuale appena uscito (editore Kowalski) che verrà presentato domani alle 11 in sala Granata allaBiblioteca Laudense, nell’ambito del festival Comportamenti Umani. Una guida preziosa, ricca di consigli, per andare a caccia dimonumenti vegetali. Filosofo e globetrotter, Fratus insegna come spostarsi, di cosa nutrirsi e come fotografare un patrimonio di fronde, tronchi e radiciminacciato da un’umanità ancora troppo indifferente alla ricchezza che si cela in un bosco secolare. Al cospetto di questi autentici monumenti vegetali, l’autore non si limita a elencarne età, luogo e stato di conservazione, ma propone un corollario di riferimenti letterari che raccontano della passione di un uomo per i giganti della terra.

CERCATORI D’ALBERI – Incontro con Tiziano Fratus. Domani alle 11 alla sala Granata della Biblioteca Laudense, Lodi.

TIZIANO FRATUS. TORNIAMO ALLE RADICI NEL REGNO VERDE

«Bergamo Economia», 21 giugno 2013 – Pagina a cura di Paolo Grisa

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OPERAZIONE RECUPERO AL GIARDINO BICKNELL

Bordighera tanti volontari hanno pulito ieri il parco del Museo

Daniela Borghi, La Stampa del 23 ottobre 2011, Spettacoli Imperia-Sanremo

Il parco del Museo Bicknell torna a vivere grazie all’opera di volontari che si sono armati di scope e rastrelli per ripulire un’area di prestigio. Grande partecipazione, ieri mattina, al recupero ecologico del giardino del museo, che versava in uno stato di degrado […] A questa importante iniziativa hanno aderito anche il Centro studi e ricerche delle palme di Sanremo, la Docks Lanterna di Bordighera, il Gruppo volontari della Parrocchia di Santa Maria Maddalena, la Protezione civile e la sezione dell’Associazione nazionale Alpini. I primi risultati non si sono fatti attendere. […] L’iniziativa rientra nella Giornata Bicknell organizzata dagli amici del Mueo-Biblioteca Bicknell e dedicata a I cercatori di alberi, con protagonisti assoluti i due splendidi esemplari di Ficus macrophylla presenti nel parco.

Nel pomeriggio si è svolto un’inedito spazio informativo con Tiziano Fratus, cercatore di alberi di fama internazionale, Tito Schiva, già direttore dell’Istituto Sperimentale di Floricoltura di Sanremo, e Claudio Littardi del Centro Studi e Ricerche per le Palme di Sanremo.

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GUIDE E ITINERARI PER CERCATORI DI ALBERI

Se siete amanti e cercatori di alberi potrete acquistare in libreria i volumi Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi e Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte di Tiziano Fratus. Inoltre, potrete partecipare alle Passeggiate per cercatori di alberi ideate e dirette dall’autore presso il Parco del Castello di Racconigi in programma per il prossimo 11 settembre.

di Maria Giuditta Urriani, AlternativaSostenibile.it

Tutti gli amanti della natura e degli alberi – monumentali, secolari, di pregio, aree verdi, riserve ecc. – in particolare, potranno acquistare in libreria la nuova edizione ampliata di Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi e Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte di Tiziano Fratus. La prima edizione di Homo Radix – di cui è appena uscita la prima ristampa della seconda edizione – ha rappresentato un caso editoriale con recensioni su alcuni dei più diffusi quotidiani nazionali e riviste specializzate quali “La Nuova Ecologia” di Legambiente e “Il Forestale” del Corpo Forestale dello Stato. Nel volume Le bocche di legno – di cui è in uscita la prima ristampa – l’autore, definito “uomo radice” o “tree hugger” (Paolo Galliani – Il Giorno), segnala 40 itinerari urbani ed extraurbani per cercatori di alberi in tutta la regione Piemonte. Gli alberi immortalati da Fratus fanno parte di una mostra fotografica intitolata Grandi alberi fuori dal bosco. Un’alberografia di Tiziano Fratus in terra di Piemonte che è possibile visitare fino a giorno 11 settembre al Giardino Botanico REA di Trana. Il progetto è commissionato dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino per celebrare l’Anno Internazionale delle Foreste. Inoltre, sempre l’11 settembre alle ore 15, proseguono le “Passeggiate per cercatori di alberi” ideate e dirette dall’autore presso il Parco del Castello di Racconigi. E per tutti gli appassionati, nell’autunno 2011 si inaugurano finalmente i primi Itinerari per cercatori di alberi in Piemonte (Parco La Mandria), Liguria (Costa di Ponente), Toscana (Maremma) e si presenta il nuovo libro Taccuino del cercatore di alberi. Giardini Botanici Hanbury, scritto assieme a Mauro Giorgio Mariotti, sabato 18 settembre al Palazzo Hanbury di Capo Mortola, in attesa del nuovo progetto editoriale, fotografico e ambientale che si intitolerà Il Dio delle lingue e delle radici dedicato ai grandi ficus della Baia di Moreton attualmente presenti in diverse regioni italiane.

>> http://www.alternativasostenibile.it/articolo/guide-e-itinerari-per-i-cercatori-d-alberi-1708.html

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IN QUELLE PAGINE SI VIAGGIA

di Paolo Galliani, Il Giorno, Milano – giovedì 3 novembre 2011

Non gli servono le mani giunte. Lui, davanti a un albero secolare, è sempre in religioso silenzio. Ci sta per ore, con un’aria di “santità laica” che hanno solo gli uomini inebetiti dalla natura e dalla sua bellezza. Un dono oltre che un merito. E adesso che Tiziano Fratus, l’Homo Radix, l’uomo che parla ai tronchi, alle radici, ai rami, si presenta al pubblico italiano con due nuove fatiche editoriali, vien voglia di chiedergli qualche consiglio per brevi escursioni nel verde e nei boschi vicini a casa. Due volumi e altrettante proposte (sottintese) di viaggio. Ad esempio ai Giardini Botanici Hanbury, in fondo alla Liguria di Ponente, fra Bordighera e il mito della frontiera (francese), a meno di tre ore da Milano e a un niente dall’emozione. Esattamente come Fratus racconta e rivela nel suo volumetto Taccuino del cercatore di alberi (Edizioni della Meridiana, 12 euro, 196 pagine), visita guidata, fisica ed emozionale, fra cipressi e ulivi, foreste australiane e zone ricoperte di agrumi e brugmansie. Altra storia, altra regione. Le bocche di legno (Edizioni I Faggi Marco Valerio; 24 euro, 470 pagine) è una guida arborea del Piemonte, roba vicina, appena al di là del Ticino, qualche decina di chilometri dalla metropoli lombarda, come un breviario naturalistico in una terra industriosa che pure conserva strepitosi polmoni green. Itinerari e tour che dal Tortonese vanno a toccare le colline astigiane, dalle Langhe vanno a puntare verso i laghi Orta e Maggiore, Novara e le risaie del Vercellese. Puntate da fare in gruppo ma anche in solitaria. Basta aprire gli occhi ma anche il cuore. Perché gli alberi sorridono, parlano, salutano. E mica per magia. Semplicemente per natura. “Siamo solo noi che non li sappiamo ascoltare”. Parola di Tiziano Fratus.

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L’ARTISTA GIRAMONDO CHE FOTOGRAFA GLI ALBERI

Le opere di Fratus al Giardino botanico di Trana

La Stampa, 7 luglio 2011 – di Gianfranco Schialvino

Si chiama Tiziano Fratus e la sua passione, ma sarebbe più indicativo dire la sua ragione di vita, sono gli alberi. E non è quindi il suo un eufenismo eccessivo quando afferma che, dopo un lungo girovagare tra Torino, Venezia e Milano e qualche puntata Oltreoceano, ha cominciato a “mettere radici ai piedi delle Alpi Cozie”. Lo si può incontrare, lui e le sue foto di piante, tra i tronchi e le fronde di quelle con cui abbiamo più familiarità, come i platani, i cedri e le sequoie, e curiose piante esotiche meno note, grandi foglie carnivore e fiori variopinti, al Giardino botanico REA di San Bernardino di Trana, in via Giaveno 40. La mostra è organizzata dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, racconta di alberi di terre lontane che hanno perso il contatto con gli antenati che li hanno generati, invitandoci a indagare sui territori che sono l’origine della loro misteriosa e austera bellezza, alla scoperta di quelle foreste originarie che sono oggi impoverite e cancellate da uno sfruttamento irresponsabile. Fino all’11 settembre.

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HOMO RADIX

Good Living, Milano – Primavera 2011, Luxury Books, articolo di Giulia Sbernini

All’Orto botanico di Palermo, in occasione della seconda Mostra mercato di piante inusuali, Tiziano Fratus, presenterà il suo ultimo libro Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi. L’opera è una guida, completa di sessanta fotografi e in bianco e nero, per “cercatori di alberi” e per chi voglia saper riconoscere le diverse specie di piante. L’autore si autodefinisce un uomo radice, data la sua viscerale passione per le piante che ha imparato ad ascoltare e delle quali cerca di avere una conoscenza sempre più profonda. Dopo l’infanzia fra la pianura bergamasca e le colline del Monferrato, dal 2006 ha deciso di trasferirsi in un villaggio ai piedi delle Alpi Cozie, fra le riserve naturali dei Laghi di Avigliana e del Monte San Giorgio. Un esempio di scelta di vita alternativa che un po’ stupisce e un po’ suscita invidia per chi fortunatamente ha ancora il coraggio di lasciare la frenesia della città, per seguire la propria passione che, fra l’altro, ha saputo trasformare anche in un lavoro.

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RESPIRARE ALBERI A MILANO

Omnimilano Libri, maggio 2012

Riconoscere la città non (solo) dalle sue vie ma dai suoi alberi. E’ una prospettiva inedita e affascinante quella che propone Tiziano Fratus, autore naturalista con alle spalle diverse pubblicazioni sul patrimonio arboreo monumentale, nel volume L’alber de Milan. Con gli occhi di Thoreau e le mani pronte a respirare (Edizioni della Meridiana) di recente pubblicazione. Fratus è un vero “cercatore di alberi” e a Milano scopre e racconta quello che all’occhio inesperto spesso sfugge: la ricchezza di piante secolari nei parchi milanesi e i suoi giardini in pieno centro ma non solo. E così dal Parco Sempione ai Giardini di Porta Venezia, dall’Hortus Botanicus Braidensis, voluto nel 1774 da Maria Teresa fino ai parchi di periferia in alcune ville storiche come Villa Litta e Villa Scheibler, e ancora, dai Giardini della Guastalla al Parco Trotter, per spingersi fino al Parco Lambro, Parco delle Cave, Boscoincittà e Parco Nord, anche Milano offre il suo panorama e i suoi percorsi nel verde e soprattutto racconta storie di alberi plurisecolari e ben piantati nel terreno, con nessuna intenzione di arretrare di fronte al cemento.

>> http://omnimilanolibri.com/2012/05/24/respirare-alberi-a-milano/#more-231

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FARNIE E QUERCE ROSSE NELLA MANDRIA SEGRETA

Pronti quattro nuovi percorsi naturalistici

Gianni Giacomino, La Stampa del 14 settembre 2011

Il Parco Regionale de La Mandria scopre e mette a disposizione del pubblico le sue ricchezze: le piante e il bosco. Dopo aver monitorato migliaia di piante, sono stati progettati e tracciati quattro nuovi itinerari per conoscere i grandi alberi.

Il progetto, studiato dagli esperti Andrea Beretta e Tiziano Fratus, verrà presentato ufficialmente sabato 8 ottobre. Prevede due itinerari più “morbili”, pernsati anche per i bambini e due trekking di diversi chilometri, nelle zone più nascoste dell’area verde, dove si potrà accedere solo accompagnati dai guardaparco.

Finalmente il parco sarà valorizzato nella sua complessità e ci sarà la possibilità di iniziare le scarpinate anche dall’ingresso di Druento” spiega il Presidente dell’ente, Emanuela Guarino. Continua: “Vanno bene e sono apprezzate le visite agli Appartamenti Reali, ma mancavano all’appello itinerari che potessero illustrare gli alberi di maggiori dimensioni ed età, dislocati nella riserva“. E così sono emerse farnie e cerri di tre, quattro metri di circonferenza, il tasso vecchio di 200 anni, il tiglio che svetta nella cascina di Prato Pascolo, la spettacolare quercia del Ciabot delle guardie.

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SCOPERTA

Le emozioni della settimana a cura di Francesca Magni

(Milano – Donna Moderna del 16 marzo 2011)

Accanto a noi vivono alberi meravigliosi che non conosciamo e che in genere ignoriamo. Tiziano Fratus, appassionato “cercatore” di piante secolari, è tra gli organizzatori delle Passeggiate per cercatori di alberi: dal 13 marzo fino a luglio, ogni domenica un’escursione fra Torino e il Piemonte per scoprire la bellezza dei giganti della natura.

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ROOT MAN

Jersey Arts Centre to 4 June

Jersey Evening Post del 28 maggio 2011

Award-winning poet and author Tiziano Fratus has been working on a project that features events, activities, books, presentations and exhibitions entitled Root Man: Notes and Pictures for a Tree Seeker. The exhibition at the Arts Centre features a collection of his photographic findings. The Italian-born poeta has featured and performed in national adn internazional festivals throughout Europe, the UK, Singapore and America.

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ROOT MAN: NOTES FOR A TREE SEEKER

Jersey Arts Centre Magazine, primavera 2011

Known for his contemporary drama and published poetry, Tiziano Fratus has, in recent years, dedicated his passion to the appreciation and enhancement of the heritage and secular trees in his region, the Piedmont in Italy, and in the world. This exhibition is a collection of his findings, based on his book: Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi (Root Man. Notes for a Tree Seeker). He collects stories about arboreal literature (tales, novels, poems, essays, diaries) and tells histories about the age of scientists and botanists travelling around the world, talking about the first Europeans who have discovered, described and introduced extra continental species in our gardens and landscapes.

I began to wander across streets, the parks, the expansive avenues of cities, looking at the beauty of the trees you can find anywhere, trying to recognise their species, their age, the forms of the leaves, the proportions and geometries of the trunks, of the barks.” Tiziano Fratus

>> www.contemporaryjerseyartists.com/exhibitions/root-man-notes-and-pictures-tree-seeker

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PRESENTAZIONE DEL VOLUME: TERRE DI GRANDI ALBERI – ALBEROGRAFIE A NORD-OVEST

Newsletter – 13 maggio 2012

Verrà presentato domani alle ore 17.00, presso l’Ufficio relazioni con il pubblico del Corpo forestale dello Stato, a Roma, l’ultimo libro di Tiziano Fratus: Terre di grandi alberi. Alberografie a Nord-Ovest. Lo scrittore di origine bergamasca, ma piemontese di adozione, prosegue nel suo viaggio nel mondo degli alberi, lungo un percorso di suggestioni letterarie e personali che l’hanno portato in giro per l’Italia ed il mondo. Al centro del suo racconto vi è il “paesaggio”, elemento in continua evoluzione: modificato e vissuto dall’uomo, è lo scrigno dove si accumulano e ricombinano storie, suggestioni e ricordi. In particolare, la ricerca di Fratus si è spinta, questa volta, in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per nuovi  ricchi itinerari che possono rivelare anche imprevedibili sorprese. “In questo paesaggio”, scrive l’autore,  “sono presenti centinaia di alberi monumentali, riconosciuti ufficialmente dalle regioni e dal Corpo Forestale; altri sono dislocati nei luoghi più diversi del paesaggio, alcuni sono secolari altri attendono soltanto un riconoscimento. Ci sono i grandi larici di Morgex in Valle d’Aosta e di Pietraporzio in Piemonte, ci sono i grandi castagni di La Salle, Monteu Roero, Crodo, Melle, Bioglio, i faggi e le ceppaie di Mallare, Entracque, Baceno Goglio, le sequoie di Aveto, Pollone, Champdepraz, Roccavione, il cipresso del Kashmir all’Isola Madre sul Lago Maggiore, l’araucaria di Cunningham ai Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia, l’araucaria bidwillii dei parchi di Genova Nervi, la quercia di Novi Ligure, gli orti botanici di Torino e Genova, la concentrazione di ficus della Baia di Moreton di Sanremo, Bordighera e Ospedaletti, e quanti altri luoghi spettacolari.” Al termine della presentazione verrà inaugurata una piccola mostra fotografica con gli scatti dello scrittore.

>> www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4764

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PASSEGGIATE PER CERCATORI DI ALBERI

Camminare Lentamente, 10 marzo 2011

E’ l’ultima trovata di Tiziano Fratus, poeta bergamasco, autore del volume Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi. “Le passeggiate per cercatori di alberi – spiega Fratus – sono innanzitutto un’esperienza di conoscenza dei luoghi che abitiamo distrattamente: parchi pubblici, giardini, boschi. Luoghi che fanno parte del paesaggio che l’uomo abita e vive, ma spesso come valvole di sfogo, come aree per allontanarsi dal peso, dai problemi, da tutto ciò che ci vincola alla vita sociale e quotidiana. Le passeggiate – prosegue – cercano di superare questa limitata visione per migliorare la consapevolezza dello sguardo, per educare ad una migliore conoscenza delle specie botaniche, degli esemplari notevoli o monumentali presenti, per conoscere le creature che abitano questi luoghi e trovare nuovi strumenti per comprendere quanta bellezza esista così vicino a noi”.

Si comincia domenica 13 marzo, alle ore 14, al parco della Tesoriera.

>> http://www.camminarelentamente.it/?p=1359

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SULLE ORME DELL’HOMO RADIX

(Novara – La Stampa, 3 marzo 2011)

di Marcello Giordani, Spettacoli

Fino al 17 aprile le cantine del Castello Conti ospitano la mostra di Tiziano Fratus Homo Radix. E’ stata inaugurata in occasione della presentazione dell’ultimo nato di casa Conti, il Nebbiolo Colline Novaresi del 2009. Fratus ha scritto un libro che illustra ed è complementare alla rassegna fotografica, una serie di scatti dedicati agli alberi secolari e monumentali. Lecci, tigli, querce, ulivi sono stati fotografati in Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Singapore. […] “Sono un cercatore di alberi. Da bambino – dice Fratus – amavo gli insetti più che gli altri bambini. Poi le cose, per fortuna, sono cambiate, ma ho avuto sempre un grande interesse per le altre creature“. E’ in questa definizione degli alberi come “creature” il significato della passione di Fratus, 35 anni, bergamasco d’origine, che con Homo Radix ha scritto una guida per trovare e riconoscere gli alberi monumentali, quelli che hanno resistito agli insulti del tempo e alle esigenze della civiltà, per secoli. La mostra di maggiora propone anche un invito: una nuova forma di turismo silenzioso, a spasso nei boschi, alla ricerca dei grandi vecchi dalle radici profonde.

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CULTURA E GOLA, LA TORINO DEL 17 MARZO

La Repubblica Viaggi.it, Roma

GIUSEPPE ORTOLANO

Tra visite agli appartamenti barocchi, un nuovo museo dedicato alla storia della città e l’immancabile Cavour, una guida agli eventi del weekend del Tricolore.

[…] Italia Verde: fino a maggio, Tiziano Fratus, autore di Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, conduce delle visite guidate nei giardini pubblici torinesi, per conoscere le creature dei luoghi che abitiamo distrattamente.

>> http://www.palazzocarignano.it/Repubblica.it-17marzo.pdf

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HOMO RADIX. APPUNTI PER UN CERCATORE DI ALBERI

Acer, Il verde editoriale – Milano

Il poeta torinese, “uomo radice”, conduce il lettore alla scoperta degli alberi monumentali che ha incontrato in giro per il mondo e tra le pagine dei libri dei più grandi scrittori della storia nel corso della sua esistenza. Quaranta “appunti per un cercatore di alberi” sono accompagnati da suggestive fotografie in bianco e nero di questi giganti secolari. Una passione che spazia dagli alberi di New York e Singapore a quelli di Mario Rigoni Stern e dei poeti americani, dall’antica Roma a Palermo, agli alberi millenari del Parco dell’Etna, per fare qualche esempio.

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UN CERCATORE DI ALBERI AI GIARDINI HANBURY

(Ventimiglia – La Stampa, 12 giugno 2011)

di Giulio Gavino, Spettacoli

E’ un doppio evento dedicato alla cultura e alla natura quello in programma oggi pomeriggio ai Giardini Hanbury della Mortola. Si tratta della presentazione del volume Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, curato da Tiziano Fratus, per sua stessa definizione un “uomo radice“. L’appuntamento è fissato per ler 16. Introducono l’autore, il direttore del parco botanico MauroMariotti (Università degli Studi di Genova) e la giornalista Antonella Mariotti de La Stampa (nessuna parentela fra i due).

Ma non è finita. Sempre oggi, infatti, è in programma il vernissage della mostra fotografica con opere dello stesso Fratus, dal titolo Quell’argot più antico. I grandi alberi in mostra (che rimarrà aperta al pubblico presso il giardino botanico fino al 26 giugno). Si tratta di un omaggio a questo storico luogo di tutela della biodiversità celebrato da scrittori come Nico Orengo e Giuseppe Conte. E alle 17.30 infine, condizioni meteo permettendo, si procederà alla visita ad alcuni alberi secolari dell’area protetta.

Per conoscere di più sugli appunti per un cercatore di alberi è possibile consultare il sito internet http://www.homoradix.com

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I GRANDI ALBERI IN MOSTRA AGLI HANBURY

(Ventimiglia – Il Secolo XIX, 12 giugno 2011)

Nei Giardini e nel Palazzo Hanbury di La Mortola oggi pomeriggio viene inaugurata un’esposizione di venti stampe fotografiche dedicate ai grandi alberi del mondo. Alle 16 è prevista la presentazione dei volumi Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi e Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte di Tiziano Fratus. L’introduzione è a cura del direttore Mauro Mariotti dell’Università di Genova e della giornalista Antonella Mariotti. Alle 17 inaugurazione dell’esposizione Quell’argot più antico. I grandi alberi in mostra di Tiziano Fratus. La mostra resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 26 giugno. Alle 17.30 visita agli alberi secolari dei giardini.

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CUNEO, LES MONTAGNARTS COINVOLGE ADULTI E BAMBINI

9 agosto 2012 – Turismo-in.It, articolo di Francesco Fravolini

Tiziano Fratus è ospite al rifugio Alevè dove tiene un laboratorio dedicato agli alberi. Les MontagnArts sensibilizza le persone sul patrimonio italiano ambientale

Andare per strade e sentieri è importante per riscoprire la bellezza della natura, senza tralasciare l’ambiente. È questo l’obiettivo di Les MontagnArts 2012 che vuole sensibilizzare le persone sui temi legati alla montagna. È un’educazione fondamentale con un’iniziativa culturale che intende lanciare un messaggio sulle peculiarità e sul patrimonio verde dell’Italia. Les MontagnArts 2012, nella settimana dal 13 al 19 agosto, ha un ricco programma bene assortito: mostre di fotografie (arriverà a Melle un grande personaggio, il fotografochecammina), letture, incontri, proiezioni. Les MontagnArts si svolge a Melle in Valle Varaita, con una manifestazione resa possibile grazie al supporto e al contributo del Comune di Melle, della Regione Piemonte, della Fondazione CRTorino, della Fondazione CRCuneo e della Fondazione CRSaluzzo. La località dove si svolge Les MontagnArts è Melle, un comune di media vallata (650 metri di altezza) della Valle Varaita, attorniato da boschi di castagni e latifoglie. Fa parte della Valle Varaita, nelle Alpi Cozie, una delle più verdi e rigogliose della provincia di Cuneo. La Valle Varaita comprende quindici comuni tra cui Frassino, Sampeyre, Bellino, Pontechianale e il bellissimo borgo di Chianale. Al termine della valle, a quota 2748 metri, si trova il valico del Colle dell’Agnello che porta in Francia nel Queyras. Il Comune di Melle è conosciuto per la produzione di un ottimo formaggio chiamato Toumin dal Mel, ottenuto da latte vaccino. Tra le attività in programma di Les MontagnArts è da segnalare il 13 agosto alle 10,00, presso la Borgata Prato, l’interessante laboratorio ai piedi del castagno secolare. Il cercatore di alberi Tiziano Fratus presenta “Ci vuole un albero, un progetto per famiglie” per conoscere gli alberi divertendosi. Da un’idea di LiberLab. Il laboratorio è rivolto a tutte le famiglie: bimbi, mamme, papà, nonni, zie, nipoti. È un’occasione per sperimentare, con letture, disegni, attività pratiche e soprattutto tanta fantasia, tutto ciò che può accadere dialogando con un albero, andando a passeggio in un bosco, osservando un’aiuola, ascoltando il vento tra le fronde e scoprendo quell’universo incredibile che è la natura. Lo scrittore e cercatore d’alberi racconterà mirabolanti storie e curiosità sul mondo degli alberi. Un altro evento da non perdere di Les MontagnArts si svolge martedì 14 agosto alle 9,30. Il titolo dell’iniziativa culturale è “In cammino Passeggiata lungo i sentieri di Melle”, con pranzo al sacco in compagnia del fotografo che cammina, Riccardo Carnovalini. Si tratta di un’autentica occasione per riassaporare il piacere di visitare le bellezze della valle al passo con i tempi (di messa a fuoco). L’evento è in collaborazione con la Pro loco di Melle. L’estate diventa una vera occasione culturale per riflettere sull’ambiente e sulla natura poiché è possibile conoscere molte particolarità della montagna. È la mission di Les MontagnArts poiché è importante coinvolgere le persone su temi ambientali di rilievo sociale.

>> http://turismo-in.it/eventi-piemonte/cuneo-les-montagnarts-coinvolge-adulti-e-bambini/

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WIWA L’UOMO RADIX

Ciao Mondo – Patrizia Gioia

Sulla Stampa in uscita oggi, una pagina intera dedicata ad un caro amico, tra pochi giorni ancora ospite a Spaziostudio, L’uomo che cerca l’anima degli alberi è il titolo dell’articolo che bene descrive il giovane autore Tiziano Fratus e il suo nuovo libro Homo Radix, una guida per trovare gli alberi monumentali, quelli che hanno resistito agli insulti del tempo e alle esigenze della civiltà, per secoli.

>> http://ciaomondoyeswecan.myblog.it/archive/2010/11/11/patrizia-gioia-wiwa-l-uomo-radix.html

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L’UOMO RADICE FRATUS RACCONTA I MONUMENTI DELLA NATURA

Appuntamenti – La Stampa.it

>> http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/appuntamenti/articolo/lstp/374598/

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TIZIANO FRATUS’S HOMO RADIX

Cha. An Asian Literary Journal – Hong Kong

>> http://asiancha.blogspot.com/2010/11/tiziano-fratuss-homo-radix.html

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DOMENICA E’ LA GIORNATA DELL’ALBERO: A GIAVENO C’E’ TIZIANO FRATUS

La Valsusa, 18 novembre 2010 – ALESSANDRA MARITANO

Tiziano Fratus presenterà la mostra e il libro Homo Radix, il frutto di una passione, di una ricerca e per l’autore di un desiderio: essere cercatore di alberi. Homo Radix è la guida che ogni cercatore di alberi ha sempre desiderato (…) Grandi alberi, chiome ricamate, ricchi intrecci di radici, creature di vitalità…

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PAOLA SIMONA TESIO

(Giornalista de Luna Nuova e di varie testate giornalistiche piemontesi)

Si tratta di un’opera degna di nota che vede il già affermato poeta compiere una ricerca stilistica, oltre che interiore anche intima, con la natura che lo circonda. Aveva già stupito il pubblico con le liriche scritte sul territorio della Val Susa e della Val Sangone, riuscendo a porre in essere un’indagine sulle peculiarità montane e la sua gente. Adesso con Homo Radix sorprende nuovamente il lettore. Ed è una positiva suggestione che riesce a trasportarlo in un mondo vivo e bisognoso d’essere amato e compreso. Perché è proprio attraverso i versi di Fratus che si può cogliere l’esistenza preziosa più nascosta, densa dei cromatismi naturali racchiusi in ogni minimo anfratto. Il filosofo Walter Benjamin così descriveva l’aura nel saggio “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” «Seguire, in un pomeriggio d’estate, una catena di monti all’orizzonte oppure un ramo che getta la sua ombra sopra colui che si riposa – ciò significa respirare l’aura di quelle montagne, di quel ramo». Sembra proprio che Tiziano Fratus abbia interpretato proprio questo messaggio, rendendolo attuale. In Homo Radix ha saputo infatti cogliere quell’aura nelle pieghe della vita e della natura che ha incontrato. Viaggiatore instancabile e poeta errante, nel suo lungo cammino, ha saputo carpire con lo strumento fotografico il profilo di ogni albero incontrato, la nodosità dei tronchi e le radici emergenti dalla terra. Di queste immagini ne ha fatto corredo visivo delle sue poesie, che accompagnano il lettore rendendo vividi i versi. Nella sua prefazione Tiziano Fratus è alquanto biografico «Sono un uomo radice (Homo Radix). Sono un uomo che si è mosso per crescere e dimenticare le prime radici. Sono un uomo che si è sradicato e che ha vagato fino al punto di trovare nuove radici».

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INTERVISTA A TIZIANO FRATUS, AUTORE DI HOMO RADIX

Florablog – il blog dedicato al regno vegetale

Intervista a cura di Gianni Gaggiani

L’offerta di libri dedicati agli alberi monumentali presenti nel nostro Paese per fortuna non manca: sono diversi gli scrittori che hanno dedicato almeno un volume all’argomento così come sono molte le regioni italiane che hanno pubblicato libri che catalogano i loro più importanti esemplari arborei, segno che l’interesse che ruota intorno agli alberi monumentali si fa sempre maggiore e comincia ad attrarre un pubblico sempre più vasto. A questa ormai non trascurabile offerta si è aggiunto da poco un nuovo libro, Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, scritto da Tiziano Fratus e che sta riscuotendo un notevole successo. Il libro, edito da Marco Valerio, è sì un’opera dedicata agli alberi monumentali (sono quaranta gli esemplari trattati nel volume e illustrati da magnifiche foto in bianco e nero) ma l’autore non si limita ad elencarne età, luogo e stato di conservazione ma propone riferimenti letterari, poesie, storie, racconti di viaggio, considerazioni personali e molto altro ancora che, assieme al suo amore per la natura e per questi magnifici esemplari, rendono Homo Radix un libro da leggere assolutamente e che non può mancare nella libreria degli appassionati e non solo. Grazie a un contatto con l’editore ho avuto la possibilità di rivolgere, così come già fatto con Valido Capodarca, alcune domande a Tiziano Fratus che ringrazio per la disponibilità e per il (per forza parziale) elenco degli alberi monumentali da non perdere che trovate a fine intervista.

>> http://www.florablog.it/2010/12/07/intervista-a-tiziano-fratus-autore-di-homo-radix-appunti-per-un-cercatore-di-alberi/

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HOMO RADIX: FRATUS, L’UOMO CHE SUSSURRA AGLI ALBERI

di Paola Simona Tesio

(Avigliana – Luna Nuova, martedì 25 gennaio 2011)

Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi è l’ultima creazione del poeta tranese Tiziano Fratus. Il già affermato autore compie un’intima ricerca stilistica, entrando in simbiosi con la natura che lo circonda. Aveva già stupito il pubblico con le liriche scritte sul territorio della Val Susa e della Val Sangone, riuscendo a porre in essere un’indagine sulle peculiarità montane e la sua gente. Adesso con Homo Radix sorprende nuovamente il lettore. Ed è una positiva suggestione che riesce a trasportarlo in un mondo vivo e bisognoso d’essere amato e compreso […] Nell’introduzione di Homo Radix l’autore afferma: «Sono un uomo radice. Sono un uomo che si è mosso per crescere e dimenticare le prime radici. Sono un uomo che si è sradicato e che ha vagato fino al punto di trovare nuove». Poeta errante, scrittore intenso, attraverso quest’opera ha saputo creare un connubio immagine-letteratura, grazie alle fotografie dei numerosi alberi che corredano il testo. Inaugurata domenica 23 gennaio presso Villa Prever a Pinerolo, una mostra fotografica che resterà aperta fino al 20 febbraio. «Seguire, in un pomeriggio d’estate, una catena di monti all’orizzonte oppure un ramo che getta la sua ombra sopra colui che si riposa – ciò significa respirare l’aura di quelle montagne, di quel ramo», scriveva il filosofo Walter Benjamin, e sembra proprio che Tiziano Fratus sia riuscito a cogliere quest’aura, nelle forme, nel respiro e nella vita dei suoi nodosi “giganti”.

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HOMO RADIX. APPUNTI PER UN CERCATORE DI ALBERI

Cultura degli Alberi.it, Bologna

Un volume per conoscere le diverse tipologie di alberi, la locazione geografica di molti esemplari monumentali in Italia e nel mondo, le loro storie, saggi sulla letteratura alberale, note di viaggio poter organizzare future spedizioni alla ricerca degli alberi della vostra terra.

>> http://culturadelverde.imagelinenetwork.com/scelta-del-verde/2011/01/16/homo-radix-appunti-per-un-cercatore-di-alberi-03040.cfm

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GLI ALBERI MONUMENTALI: UN PATRIMONIO DA CONOSCERE E TUTELARE

PaesaggioCritico, Roma

La scorsa settimana abbiamo seguito con molto interesse, la conferenza organizzata dalla sezione provinciale del Corpo Forestale dello Stato presso la sede di Roma in via Salandra 44 La conferenza è stata condotta dal preparato vice questore aggiunto presso il Corpo Forestale dello Stato, Nicolò Giordano, che ha anche introdotto l’argomento della stessa con un intervento di qualità. Sono poi intervenuti, Valido Capodarca, a detta di molti il massimo esperto vivente di alberi monumentali e autore di numerosi libri che censiscono meravigliosi esemplari di più regioni italiane, tra cui Alberi monumentali del Lazio. Storie e leggende di 144 grandi alberi, e Aleandro Tinelli della Riserva Naturale Statale di Castel Porziano, il cui apporto considerevole sul censimento degli alberi della tenuta presidenziale è realmente impressionante, dato il documento prodotto per l’occasione dal Corpo Forestale e presentato attraverso la sua direzione. Hanno poi chiuso la conferenza ufficiale, Tiziano Fratus, che ci ha veramente impressionato per la passione che riversa sugli alberi e le foreste, passione che trasmette con parole poetiche ed attente, ed autore tra l’altro del libro Homo radix. Appunti per un cercatore di alberi ed infine lo storico degli alberi Antimo Palumbo, persona preparatissima sull’argomento, sempre in prima linea per la difesa del nostro patrimonio forestale.

>> http://paesaggiocritico.com/2011/02/21/cfs-provincia-roma-11022011-gli-alberi-monumentali-un-patrimonio-da-conoscere-e-tutelare-video-estratto/

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CONCLUSO ALL’ORTO BOTANICO DI PALERMO, L’EVENTO DI PRIMAVERA LA ZAGARA

(Agrigentooggi.it – 4 aprile 2011)

di Iole Licata

La seconda edizione della mostra evento “La Zagara”, organizzata dall’Orto botanico di Palermo, si è conclusa domenica pomeriggio con un successo meritato. Effluvio di zagara e rose frammisto a humus è stato il fondale sensoriale regalato dalla primavera palermitana a tutti coloro che vi hanno partecipato.

Il pomeriggio di sabato è stato dedicato alla presentazione del libro di Tiziano Fratus Homo radix – Appunti per un cercatore di alberi, in cui l’autore, attraverso immagini fotografiche in bianco e nero, ha inteso sottolineare la magnificenza monumentale di creature viventi, gli alberi secolari per l’appunto, al cospetto dei quali l’uomo può ascoltare la voce della propria storia.

Di alberi si è tornato a parlare domenica, durante il dibattito sul tema Gli alberi monumentali e il decoro urbano. Il Prof. Pietro Mazzola, docente ordinario di Botanica ambientale applicata e il Prof. Rosario Schicchi, docente ordinario di Botanica sistematica presso la facoltà di Agraria dell’ateneo di Palermo, hanno illustrato la storia della comparsa in Sicilia di quelle essenze che oggi ammiriamo nella loro monumentale presenza […] A tal riguardo è d’auspicio citare le parole di Tiziano Fratus, attinte dall’opera fotografica su descritta, “Sono un uomo che si fa sempre più albero, in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini”.

>> http://www.agrigentooggi.it/concluso-all%E2%80%99orto-botanico-di-palermo-l%E2%80%99evento-di-primavera-%E2%80%9Cla-zagara%E2%80%9D-foto/

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INCONTRO CON L’AUTORE E PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma

La Biblioteca del Parco, ospitata nella Dacia Russa, è stata sin dall’inizio concepita anche come rassegna delle iniziative editoriali e culturali del territorio. Per recuperare questa sua “vocazione”, il programma 2011 prevede sei appuntamenti dedicati a temi di particolare attualità che coinvolgono diversi protagonisti della cultura e della ricerca “locale”.

Per l’anno internazionale delle foreste, durante la settimana della cultura, incontro con Tiziano Fratus, autore Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi, volume che sta raccogliendo grande consenso culturale, oltre che commerciale.

>> http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_1325526366.html

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IL CEDRO SECOLARE DELLE LANGHE

Tiziano Fratus lo scrittore a spasso tra i boschi alla ricerca dell’anima degli alberi secolari

Langhe.it – il web magazine di Langhe Monferrato e Roero

>> http://www.langhe.it/_webapp_1206705/Cedro_secolare_La_Morra

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STASERA SI CHIUDE A MANTA “Voci dal paesaggio”– Le radici di una storia”

TargatoCn – Quotidiano online della Provincia di Cuneo, 27 maggio 2011

Stasera si chiude, presso la Chiesa di Santa Maria del Monastero, la III edizione della rassegna “Voci dal paesaggio – Le radici di una storia”. Dopo le due serate di presentazione dell’opera delpittore Vito Tanga – accompagnata dalla poesia del Circolo Clemente Rebora di Savigliano – e dei quadri di Franco Belliardo – introdotti dai versi di Luciano Tallone -, è la volta dello scrittore Tiziano Fratus che presenterà il libro Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi.

L’autore, a proposito di questo libro, scrive: «Homo Radix è un sogno. Cuce insieme la poesia, la letteratura, la botanica, l’ecologia, il camminare, il respirare e l’osservare, la fotografia, la ricerca e la scoperta, la realtà e l’immaginazione. E’ un libro che vive, che cresce, che si modifica e si adatta. Si evolve». Durante la serata verranno proiettati dei video documenti Alberografie in terra di Piemonte e d’Italia. Introduce Brunella Pelizza.

>> http://www.targatocn.it/2011/05/27/sommario/speciale-estate/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/il-27-maggio-a-manta-voci-dal-paesaggio-le-radici-di-una-storia.html

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IL PAESE DEGLI ALBERI

Adesso. Die schoensten Seiten auf Italienisch

Spotlight verlag, Monaco di Baviera – luglio 2011

L’Italia è ricca di boschi, ma molti italiani non conoscono gli alberi che li circondano. Per questo Tiziano Fratus, appassionato di natura, ha pensato di organizzare le Passeggiate per cercatori di alberi. Le passeggiate si svolgono a Torino e in Piemonte, una delle regioni più ricche di alberi in Italia.

Fino a settembre è possibile iscriversi a queste gite in parchi pubblici e privati, giardini, orti botanici e boschi.

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LETTERALTURA ACCENDE I RIFLETTORI SULLE ESIGENZE DELLA MONTAGNA

La Stampa, pagine del verbano curio ossola, di Beatrice Archesso

Scarponcini, aria fresca e incontaminata, leggende magiche, libri e alte vette che hanno ispirato decine di scrittori, e il confronto con la natura. La Montagna, con la maiuscola, accende Letteraltura 2011.

[…] Alle 19, al Chiostro, si parla di alpinismo con un dialogo dal tema Storia di un amore infinito tra Ivo Rabanser e Carclo Caccia, mentre alla stessa ora all’auditorium di villa Caramora ci saranno gli Appunti per un cercatori di alberi, insieme di fotografie dei grandi fusti del mondo a cura di Tiziano Fratus.

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FINALMENTE SEI ARRIVATA, CARA LETTERALTURA

Eco Risveglio, trisettimanale della Provincia, Verbania – di Danila Tassinari

Una quinta edizione alla quale non mancare, quella di Lago Maggiore LetterAltura 2011 […] Incontro con gli autori, spettacoli, laboratori creativi daranno modo di ascoltare e incontrare più di 150 ospiti nazionale ed internazionali: l’esploratore Folco Quilici […] gli scrittori Sebastiano Vassalli, Laura Pariani, Margherita Oggero, Piero Dorfles, Andrea Fazioli, Wu Ming 2 […] lo scienziato Andrea Mercalli […] i fotografi Gianfranco Bini, Sergio Ramazzotti e Tiziano Fratus […] Tantissime voci per riportare l’attenzione sulla montagna […] Presso Palazzo Biumi sarà possibile visitare la mostra fotografica I giganti della natura. Gli alberi monumentali in mostra: un giro del mondo attraverso 30 fotografie in bianco e nero dei giganti secolari della terra. Gli scatti sono di Tiziano Fratus – Homo Radix.

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DUE INCONTRI A MONCENISIO

All’ecomuseo Le terre al confine

La Valsusa, giovedì 30 giugno 2011, di Sara Ghiotto

Due iniziative in programma per questa fine settimana all’Ecomuseo Le terre al confine, rispettivamente oggi, giovedì 30 giugno, e sabato 2 luglio. La prima, alle 18, è l’incontro con l’autore di Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi Tiziano Fratus, che dedica la sua ricerca alla storia, alla geografia e alla letteratura di alberi centenari e monumentali in Italia e nel mondo – proprio come il frassino secolare di Moncenisio, situato al centro del borgo – quali simbolo delle radici d’identità dell’essere umano. Il suo libro diventa anche un diario di vagabondaggi connesso all’archivio fotografico Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte, che traccia visivamente quaranta itinerari. L’incontro è organizzato in collaborazione con la Societé Ethnobotanique Alpine di Moncenisio, che si occupa di ricerca storica e scientifica nel campo dei rapporti tra piante, saperi, società e simboli, in particolare dell’erboristeria medica e tradizionale.

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GRANDI ALBERI FUORI DAL BOSCO

Nuova mostra fino all’11 settembre al Giardino Botanico Rea di Trana

Nell’Anno Internazionale delle Foreste il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino propone nel salone mostre e tra le collezioni di piante vive del Giardino Botanico Rea a Trana – Torino – un percorso tematico dedicato agli alberi locali ed esotici: Grandi alberi fuori dal bosco. Un’alberografia di Tiziano Fratus in terra di Piemonte.

La nuova mostra, visitabile dal 3 luglio all’11 settembre 2011, presenta, attraverso alcune tra le più interessanti immagini di Tiziano Fratus, esperto “cercatore di alberi”, le forme, i colori, le origini e il significato naturalistico e storico di alcuni grandi esemplari che col tempo hanno conquistato spazio e importanza in alcuni angoli più o meno noti del Piemonte.

Sono rappresentate specie arboree con cui abbiamo più familiarità, come i platani, i cedri, le sequoie, ed altre meno note, come i calocedri, le zelcove, l’albero dei fazzoletti. Accanto a specie nostrane, che rappresentano il territorio ed il clima alpino, sono ritratte specie importate da terre lontane, alcune in tempi molto remoti, altre diffuse in coltura molto più recentemente.

>> http://www.torinoscienza.it/eventi/grandi_alberi_fuori_dal_bosco_21868

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BOCCHE DI LEGNO

I notturni sono arborei

(BraOggi – martedì 12 luglio 2011)

Monteu Roero – Continuano i Notturni nelle rocche martedì 12 luglio con la passeggiata naturalistica Homo Radix: il cercatore di alberi a Monteu Roero.

I Notturni si aprono ad un taglio arboreo e propongono una passeggiata per cercatori di alberi in compagnia di Tiziano Fratus, cultore e grande conoscitore della materia alberi, che ha appena pubblicato il suo secondo libro Le bocche di legno, una guida per scoprire gli itinerari che portano ad alberi monumentali e secolari in Piemonte. A Tiziano Fratus, vero e proprio “homo radix”, non potevano sfuggire i grandi castagneti secolari dell’area di Monteu Roero, sculture viventi che racchiudono la cultura contadina del Roero, dove il castagno era considerato l’”albero del pane”.

I camminatori saranno guidati in un approfondimento scientifico e letterario, un viaggio arboreo tra citazioni di poeti, scrittori, storie di giardinieri e di piantatori d’alberi in notturna. L’escursione naturalistica sarà guidata da Bartolomeo Delpero, amante della natura che ritrae per mezzo di pennello e macchina fotografica. La partenza è prevista per le ore 21 da Piazza Roma.

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IL BOSCO DELLA CONOSCENZA METTE RADICI NEL MONTE ARCI

Marrubiu e Villaverde. Da domani il progetto AlberiLibri

L’Unione Sarda, martedì 20 settembre 2011

«I libri, come gli alberi, hanno solide radici. Se gli alberi sono le colonne del cielo, i libri sono le colonne della conoscenza». E’ lo spirito che anima AlberiLibri, il progetto di promozione della lettura dei Comuni di Marrubiu e Valleverde.

FOTO. Si parte domani alle 16 nel centro di aggregazione giovanile e subito dopo l’inaugurazione delle mostre fotografiche itineranti Homo Radix. Fotografie di un cercatore di alberi di Tiziano Fratus e Grandi alberi attorno al Monte Arci di Omar Manias: le esposizioni si possono visitare fino a sabato 24.

LIBRO. Venerdì […] alle 20.30 nel centro di aggregazione giovanile Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi: Tiziano Fratus dialoga con la scrittrice Savina Dolores Massa che proporrà un reading letterario. Sabato […] dalle 11.30 alle 13 Giuseppe Barbera e Tiziano Fratus saranno con gli studenti dell’Istituto professionale di Nuraxinieddu.

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UN CASO EDITORIALE AD ALTA QUOTA
Bergamo News, 30 settembre 2011
Sabato 1 ottobre alle 11 alla Fiera Bergamo, Area Meeting Point, Padiglione 2 viene presentato a Bergamo il caso editoriale Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi (Edizioni Marco Valerio, Torino) dello scrittore bergamasco Tiziano Fratus. La Fiera Alta Quota che si svolge a Fiera Bergamo dal 29 settembre al 2 ottobre ospita Tiziano Fratus. Si presenteranno il volume arrivato alla seconda edizione e all’ottava ristampa in meno di un anno dall’uscita, nonché gli itinerari per cercatori di alberi che sono in corso di inaugurazione in diverse regioni italiane, modera Gabriele Rinaldi, direttore dell’Orto Botanico di Bergamo.
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FIERA DELLA MONTAGNA
L’Eco di Bergamo, 1 ottobre 2011
Continua l’ottava edizione della Fiera della Montagna. Ore 9, sala congressi, conferenza di Gansuel Rhyner, guida alpina e ricercatore sul tema La prevenzione del pericolo valanghe. Il pensiero e le strategie dell’Istituto Federale Svizzero neve e Valanghe Slf Davos. Ore 11, area meeting point, Padiglione 2, presentazione del vlume di Tiziano Fratus Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi.
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GLI ALBERI MONUMENTALI VISTI DA POETI, FOTOGRAFI E FILOSOFI
Prealpina, 22 novembre 2012
Dall’arte alla filosofia, dalla poesia alla prosa, dalla fotografia allo studio del paesaggio. Una lettura trasversale di un grande patrimonio della nostra città, gli alberi monumentali, tema cui è dedicato il convegno internazionale che Varese ospita oggi e domani, è emersa dall’incontro tenutosi ieri sera al Salone Estense, pirmo di una serie di eventi culturali collaterali. protagonisti dell’appuntamento, condotto dai giornalisti Andreina De Tomassi e Cesare Chiericati, vari personaggi varesini e non, particolarmente apprezzati nei rispettivi campi lo scrittore Tiziano Fratus, gli agronomi ed esperti del paesaggio Daniele Zanzi e Francesco Decembrini, il filosofo Fabio Minazzi, il poeta Silvio Raffo, il pittore Arcangelo Ciaurro, la poetessa Daniele Veolchi, lo scultore Loris Ribolzi e il fotografo Carlo Meazza, che hanno condotto una discussione ricca di spunti interessanti di fronte a una numerosa platea che ha seguito con interesse le risposte degli ospiti, intervistati dai due moderatori della serata, in merito al loro personale rapporto con gli alberi, mentre sullo schermo alle loro spalle venivano proiettate immagini degli esemplari più significativi. «Questa serata – ha spiegato anzi – vuol essere di stimolo alla città, in occasione del convegno internazionale a cui prenderanno parte centinaia di esperti, per ribadire come non possa esserci sapere scientifico o tecnico senza cultura.»
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