Vocabolario di un Uomo Radice e lo studio della Dendrosofia

Ho incominciato a respirare
nel tronco cavo d’un gelso,
ho varcato la soglia dell’età adulta
per tornare a scardinare il paesaggio
con occhi di bambino, il fuoco
vibrante d’un rugoso monaco zen
[Tiziano Fratus – Un quaderno di radici, Feltrinelli]


UOMO RADICE, DENDROSOFIA & ALBEROGRAFIA: ALLARGARE I CONFINI DEL MONDO

Tiziano Fratus, toccata la soglia dei trent’anni, ha iniziato ad imbastire i confini di un nuovo mondo, ha mossi i primi passi ai piedi dei grandi alberi e si è disteso fra le ombre e nel silenzio cantato delle foreste vetuste, iniziando a concepire i termini di un nuovo vocabolario. Ne è risultata un’intensa costellazione editoriale che va sotto il titolo di Arborgrammaticus e di cui fanno parte libri dal respiro nazionale e internazionali quali Manuale del perfetto cercatore d’alberi (Kowalski, Feltrinelli), la °Trilogia delle bocche monumentali° (Laterza) – L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpite, L’Italia è un giardino – il romanzo Ogni albero è un poeta (Mondadori), il °Dittico degli Alberi-Nube° (Ediciclo) – Il sussurro degli alberi ed Il sole che nessuno vede – nonché guide territoriali quali L’alber di Milan (Edizioni della Meridiana), Il bosco di Palermo (Edizioni della Meridiana), Questi occhi mettono radice (Mucchi), Vecchi e grandi alberi di Torino (Fusta/La Stampa), tutti capitoli di un vasto silvario dedicato ad una visione dendro(filo)sofica. Meditazione, ricerca e scrittura si sono dunque alimentate a vicenda, portando anche alla stesura di un’opera in versi. Gli alberi rappresentano una nuova famiglia ed un motivo per distendersi nel paesaggio in cerca di materia di studio. Parallelamente si è andato sviluppando un percorso dedito alla poesia di cui fanno parte raccolte quali Nuova Poesia Creaturale, Un quaderno di radici, Musica per le foreste, Vergine dei nidi e le traduzioni per editori esteri (Stati Uniti d’America, Brasile, Francia, Austria, Svizzera, Lituania, Singapore).

>>> Vocabolario d’un Uomo Radice: neologismi e citazioni
>>> Biografia di un Uomo Radice e di un Dendrosofo
>>> Libri di un Uomo Radice: volumi, ristampe, traduzioni

…..

UN CERCATORE DI ALBERI SECOLARI E MONUMENTALI

In Italia s’aggirano silenziosi veri e propri cercatori d’alberi: guardano, annuiscono, misurano, documentano, fotografano, tracciano, pensano, catalogano. Sognano e realizzano nuovi strumenti per amare il paese, tracciano percorsi botanici che illuminano il paesaggio: avvicinano il passato al futuro. Trasformano le nostre città popolate della specie Homo oeconomicus in spazi abitati e attraversati da nuovi Homo e Phoemina radix. Alberi millenari come l’olivastro di Luras (tremila anni), il castagno dei Cento Cavalli o Cavalieri di Sant’Alfio (oltre i duemila anni), i pini e i larici millenari che popolano le cime del Pollino e l’arco alpino, i platani plurisecolari di Roma, Torino, Milano, le foreste primarie della Sardegna, i vasti serbatoi dell’Appennino Tosco-emiliano, i parchi nazionali più antichi del paese, il Gran Paradiso fra Piemonte e Valle d’Aosta e l’Abruzzo, gli arboreti sperimentali di Vallombrosa, gli orti botanici cinquecenteschi di Padova, Bologna, Firenze e Pisa, i parchi di ville storiche disperse lungo l’intera geografia italiana, dalle Regge di Venaria, Monza e Caserta ai pini monumentali dell’Elba. E ancora le meraviglie botaniche delle isole dei laghi del Nord Italia, giardini delle meraviglie come Bomarzo, Tivoli, Valsanzibio, Nervi e Pegli, Collodi, le foreste del Lago di Carezza in Sud Tirolo, la Scalinata dei larici Monumentali in Val Saent, il Bosco dell’Alevè in Val Varaita, la Foresta di Lerosa nelle Dolomiti Ampezzane. L’Italia è un capolavoro anche dal punto di vista arboreo e naturalistico, non soltanto per la lunga storia delle sue arti: Fratus è fra coloro che lo testimoniano da molti anni.ù

IL TEMPIO DELLE RADICI – CASA E’ OVUNQUE IO RESPIRI

La meditazione in natura si è sviluppata sia attraverso un dialogo costante con i grandi alberi e le foreste, sia attraverso un ascolto delle acque d’acqua dolce dei luoghi che frequenta: laghi, sorgenti, fiumi, torrenti e ruscelli di montagna. Qui sono sbocciate riflessioni e appunti di un diario che descrivono i passi verso la compiutezza di una vera e propria rinascita spirituale. Meditare immerso negli elementi naturali. Fratus medita quotidianamente in diversi luoghi, due dei quali prossimi alla sua abitazione: nella pineta sul Monte San Giorgio, la sua montagna sacra, e intorno al lago detto piccolo di Avigliana, il suo lago tibetano, in terra di Piemonte. E’ qui che spesso trae ispirazione per le poesie, è qui che porta l’anima a rinnovarsi, di stagione in stagione, quando non è in giro per l’Italia, o all’estero, a documentare grandi alberi, a guidare passeggiate o a presentare i propri libri.

«Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata. Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza. Come dice il monaco zen vietnamita Trich Nhat Hanh, “la pace è ogni passo”» [da Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, Ediciclo Editore]

«Non ho parole per descrivere la bellezza del mondo. Il mio respiro si confonde con quello delle piante. Il mio ascolto si mischia al canto degli uccelli. Il mio occhio vaga come un vascello nel mare delle nebbie, fra un braccio di montagna e la cima piramidale del Monviso. I colori del mio sangue sono gli stessi che ondeggiano dove non riesco a scorgere la vita che cammina e lotta per conquistarsi la pace della notte. Non esiste nulla di più naturale di un uomo che ammira il paesaggio, al tramonto» [da L’Italia è un giardino, Editori Laterza]


L’EDUCAZIONE PRIMARIA: I CONCETTI DI BAMBINO / SCUOLA RADICE, LA FIABA LO DRACO DI LEGNO

Sviluppo dei concetti che hanno cambiato la sua esistenza, sono stati i termini “bambino/a radice” e “scuola radice”, illustrati in diversi testi e libri, fra i quali Ci vuole un albero (2012 Araba Fenice, disegni di Ilaria Pigaglio) e Fuori. Suggestioni nell’incontro tra educazione e natura (2015 FrancoAngeli). I concetti sono stati presentati in laboratori svoltisi al Salone del Libro di Torino e al Festivaletteratura di Mantova. Sono stati assegnati attestati di “Scuola Radice” in diversi istituti scolastici in Piemonte, Lombardia, Veneto. Nuovo tassello di questo percorso è la fiaba di prossima pubblicazione Lo draco di legno.

>>> Attestati di Scuola Radice e incontri nelle scuole
>>> La nuova proposta: Scola Lux Radix / Scuola Luce Radice

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4 comments

  1. amina narimi ha detto:

    i tuoi alberi camminano, Tiziano, con gli occhi di chi corre, di chi sogna

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  2. Eugenia ha detto:

    Sto leggendo ” il sole che nessuno vede”.
    Grazie.
    Ecco cos’è il tempo…
    Polvere d’oro.
    Il tempo dilegua ma non svanisce. Cresce in profondità.

    Il dolore è un mare che deve scorrere.[…] non può essere procrastinato.

    Ora che ripenso alla mia passione capisco che ero come un cieco che non aveva paura del buio.
    – Momoko Kuroda-

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