Raccolte e poemi pubblicati fra il 2000 ed il 2012

LIBRI E CRITICA fino al 2012

Alcuni titoli della prima produzione lirica di Tiziano Fratus.

Gli scorpioni delle Langhe, copertina

GLI SCORPIONI DELLE LANGHE
Prefazione di Giovanni Tesio 
Editore: La vita felice (Milano, 2012)
Il volume è stato finalista al Premio Lorenzo Montano 2013
ISBN – 9788877994707 | 136 pp. | Prezzo: 13,00 €

Chi apre questo libro rischia grosso
dalle dita dei piedi potrebbero spuntare radici
e dalle mani fronde di carpino o corbezzolo

«Da quali insondabili delicatezze derivano questi versi che Tiziano Fratus distilla! Venuti alla luce attraverso una decantazione favorita dalla capacità di essere in dialogo con la natura, di ascoltarne le voci e i modi, di imparare tramite la sua lezione una modalità di essere al mondo» Rosa Pierno, «Carte nel vento» (Anterem Edizioni, Verona)

Dalla prefazione di Giovanni Tesio: «Qualcosa nel mondo poetico di Tiziano Fratus è cambiato […] A stupire nel “secondo” Fratus è – insieme con un rasoterra che va in cerca quasi di un’esibita atonalità, l’associata esigenza di un dire trasparente, che non cerca più gli incroci spericolati della congerie […] si è fatto domestico e ha fatto respirare anche le parole di quella che chiama “poesia ambientale” […] Fratus imbarca orienti e occidenti in un atlante espanso di geografie emozionali o emotive. E va in cerca di sé dentro quel respiro planetario, cui si richiama la “terra madre” […] Tutto questo si traduce in una sorta di apertura infinita, di fraternità o fratellanza dichiarata […] Poesia come “umanità in cerca di un abbraccio”. Nell’età delle passioni tristi, e dell’incapacità di amare (…), la voce della poesia continua – attraverso Fratus – a proporci le emozioni più robuste e vitali […] Il nuovo libro, che in parte attinge al passato e più robustamente coniuga il presente (denota) un tratto fortemente visivo e a volte visionario: come se tutto si traducesse in una vista talmente acuta da trasformarsi in visione. […] Un secondo tratto, più narrativo: ossia la buona disposizione a raccontare le storie (personaggi, incontri, situazioni che da quella visività affiorano). Un terzo tratto – stilistico – di forte vigilanza e di grande controllo espressivo. E ovunque una disposizione non già all’emozione dichiarata ma piuttosto all’immagine che la dice, all’incontro che la sviluppa, al dialogo che la suggerisce, al tu che l’accoglie.»

Poesie luterane, in vendita su Libreria Universitaria

POESIE LUTERANE
Editore: Edizioni Kolibris – 2011
Collana: Chiara – Poesia Italiana Contemporanea

(Da un libro impolverato
le alci di Snyder dicono:
Si può ancora vivere,
senza diritto alla menzogna)

Dalla nota critica di Chiara De Luca: «Ci affida la stesura del suo “romanzo di uomo solo e senza lingua”, ovvero provvisto di una “lingua fuori mercato”, e dunque non vendibile, non barattabile, una lingua nuda, scabra come la corteccia del proprio cuore, una lingua piegata come le radici nodose della propria anima, affondate nella terra per produrre ossigeno, respiro»

>>> scheda libro sul sito dell’editore
>>> acquista il volume su Ibs.it

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IL MOLOSSO
(poema d’un’anima) di Tiziano Fratus
Prima edizione: Roma – Editoria & Spettacolo, 2005
Seconda edizione: Torino – Edizioni Torino Poesia, 2007
Terza edizione: Torino – Manifattura Torino Poesia, 2010

«Il molosso di Tiziano Fratus rappresenta un momento importante nella nuova poesia italiana, un momento di svolta e insieme di ritorno» Roberto Mussapi

«Leggo (o rileggo) Il molosso con molta ammirazione per la ricchezza di invenzioni e descrizioni e visioni e per il ritmo originalissimo al tempo stesso ampio e armonioso» Giorgio Bàrberi Squarotti

«Tutto il libro è un unico poema, dai confini evanescenti e dalla tematica esplosa e moltiplicata, come un frattale in espansione. Fratus sviluppa un concetto di poesia che è metafora della barriera corallina: un immenso piedistallo che vive e che sostiene la materia inerte della realtà, la scena del mondo, l’isola, su cui si consuma la storia. Autore onnivoro e osservatore instancabile, è l’esempio più ossessivo di flaneur della poesia italiana contemporanea […] Stordisce con il caleidoscopio delle combinazioni e degli agganci; moltiplica la profondità e l’estensione dell’intreccio, il lettore è avvolto da un mare sempre più spesso e più vasto; ci si sente cetacei, cautelati dalla mole immensa del corpo scritturale, ci si nutre di pagine spostandosi in avanti e indietro, in alto e in basso. Splendida realizzazione di poesia denotativa e decorativa: un’immensa campitura degli spazi mentali e della realtà […] Fratus è un fluviale cantore di poesia cosmica, usa la scrittura come atto di rivolta, è un insubordinato, fa uno specchio della realtà che uccide la realtà in cui tutti credono di galleggiare, compie a bigger splash, una spruzzata massima che nasconde il tuffatore che si inabissa nella piscina, come dipinge David Hockney nel suo quadro, come scrive Fratus nei suoi picta. L’esperienza di drammaturgo è fondamentale: tutta la poesia di Fratus è una teatralizzazione della poesia di Fratus» Sandro Gros-Pietro – Vernice

«Un monologo interiore straordinariamente fitto e assiepato di cose […] Spezzata la spina dorsale del Canone novecentesco, quello che rimane è una narratività diffusa al grado zero, una poesia del grado zero, ovvero, il grado zero della poesia. Libro-supermarket […] Indica la misura del non-ritorno, il limite estremo oltre il quale non c’è più il mare aperto, non c’è più nulla, non c’è più nulla da dire e da esperire» Giorgio Linguaglossa – Polimnia

«Straordinario!» Fabiano Alborghetti – L’attenzione

«Poema di un Whitman italiano, fluviale, navigabile a tratti con fatica. Tutt’altro che “poetese” e ombelicale, poema dell’anima sociale e della storia» Franz Krauspenhaar

«Monologhi, intarsi vocali, poemi teatrali, poesie e oralità. In versi lunghi e lunghissimi si muovono i “canti” con cui Tiziano Fratus […] poundianamente sottotitola il ciclo poetico composto tra il 2000 ed il 2005, Il molosso […] Naturalmente oralità e voce non sono la stessa cosa. L’oralità veicola il linguaggio, mentre la voce è prima suono che articolazione linguistica: incarna una “potenza esistenziale”, una volontà corporea di esistere, farsi presenza prima ancora che la parola venga sillabata e prenda nome […] Onnivora e potenzialmente infinita, la poesia di Tiziano Fratus emoziona per la sua capacità di incorporare i più diversi frammenti di vita nell’aperta cangiante plurima ossessione di un dire fluviale» Giovanni Tesio – TuttoLibri

«Questo libro stupisce per la misura del verso. Di primo acchito, sfogliando queste pagine, si rimane sorpresi proprio dall’abbondanza, dalla mole – è proprio il caso di dirlo – di queste poesie. Leggendo, poi, si rimane ancora più sorpresi. Ci si trova di fronte a un’opera “onnivora, determinata a ingoiare il mondo intero” […] C’è il tentativo di stare vicino alle cose, possibilmente in aderenza alla realtà degli sfortunati, dei perdenti, in maniera teatrale e narrante a volte, liricamente in altre […] Una poesia come questa, così debordante, così fuori dalla tradizione, per reggere deve avere la profondità di una lirica diretta, ma allo stesso tempo fluttuante, melliflua, oppure una fortissima capacità narrativa, veramente attaccata al presente, ai cambiamenti […] Uno scatto di vitalità, quello di sesta ferita, che fa parte della raccolta lumina. Qui troviamo un’immagine, c’è del pathos e anche un bel gioco linguistico: “…il rubinetto che perde la goccia / la radio che trasmette la santa messa / e dire che i nonni sapevano pregare in latino / ma l’italiano lo sgrammaticavano tutto”» Alex Caselli – Annuario Poesia 2006, Castelvecchi

«Mi è capitato tra le mani un bel libro di canti, come precisa la copertina: Il molosso, edito da Editoria & Spettacolo di Roma. Bello davvero […] Il libro di “canti” trasuda teatro e i frammenti teatrali parlano la lingua poetica in un felice meccanismo a intarsio che guida e lascia libero il lettore/attore che si avvicina al Molosso. Quello che segnala la forza autentica della raccolta è la sua intrinseca ricomponibilità, la sua funzione aperta al lettore comune e all’esperto, così come alla persona in veste di attore della vita reale e all’attore professionista […] Ubertoso, visionario, vertiginoso, apertamente politico e onnivoro, lo scrivere di Fratus può essere definito e ridefinito in modi spesso congrui, nella sua lucida nitidezza, nella sua evocazione incessante, energetica e consapevole. Da leggere alla ricerca di una verità che è nella vita vissuta, osservazione, meditata, aborrita e sperata» (Corriere dell’Arte)

«Interessante serata di poesia al Museo delle Genti di Pescara con Tiziano Fratus. Autore tutto da scoprire, è riuscito negli ultimi anni a creare una grande interesse intorno alle sue opere […] All’autore piace esplorare soprattutto attraverso gli occhi di un essere vivente (umano, vegetale, ecc) il mondo circostante entrandoci dentro. Non a caso lui stesso ha definito la sua una “poesia delle anatomie”, visto che, ad esempio, nella sua nuova raccolta le bocche vengono proposte le bocche in ogni loro aspetto (quando mangiano o sorridono o sono in silenzio…), tendendo dunque a dare un aspetto “materiale” e non astratto. E’ bella la definizione che lui dà di se stesso come poeta paragonandosi ad uno scalpello che pensa di poter lavorare come un pittore o uno scultore, credendo sicuramente nella poesia come forma di scrittura da mettere alla pari con altre e da non sminuire come importanza anche di fronte ad arti quali il cinema, il teatro o la musica» Piero Vittoria – La Cronaca d’Abruzzo

«Torino, ai nostri giorni, in versi. E’ un poema della vertigine del limite fisico e mentale, l’inquisizione di Tiziano Fratus (una giovane scoperta, nel panorama poetico subalpino ancora asfittico), che si fa ricerca intransigente e severa della Verità» Tiziana Catenazzo – La Repubblica

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IL RESPIRO DELLA TERRA
(una geografia in versi) di Tiziano Fratus
Editore: Manifattura Torino Poesia (Torino, 2007)

«Come in molta della migliore poesia contemporanea, anche in Fratus all’io lirico capace solo di guardare se stesso si sostituisce un «qui» consapevole dei proprio dintorno, attento al territorio che lo circonda e alle sue continuità nell’altrove e altrimenti. Il respiro della terra propone uno sguardo che percorre geografia umana e naturale, non solo per catalogare, ma per costruire, mediante attraversamenti e attente connessioni, cartografie cognitive jamesoniane, percorsi di senso; e insieme per restituirci l’atmosfera (che è appunto un respirare lo spazio) sfumata complessa dell’emozione. Il risultato sono davvero «paesaggi sensibili», tra fenomenologia e «sentimentale» sterniano. E se, secondo una nota definizione di Marc Augé, il paesaggio è lo spazio descritto da un uomo per gli altri uomini, questa poesia di paesaggio è allora una poesia che ascolta e parla, che condivide» Vincenzo Bagnoli – VersoDove

«Tiziano Fratus è un poeta civile. I suoi versi si avvicinano al sangue che scorre in mille rivoli, come in una highway americana, per mille vene, lungo mille sentieri di significato; e tornano all’origine, al canto e al racconto dell’uomo come parte della società» Franz Krauspenhaar

«Le bocche di Tiziano Fratus incarnano una disposizione etica ed estetica insieme: la volontà – titanica, consapevolmente velleitaria – di abitare e possedere il mondo mediante una scrittura smisurata e onnivora, capace di esplorare ogni riposta piega, ogni misterioso anfratto del reale rendendone tanto la complessità febbrile e magmatica quanto la struggente caducità illuminata da un remoto fulgore di verità. In altre parole, una gioiosa e dolente celebrazione della nostra “età dell’ansia”» Roberto Rossi Precerutti

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IL MULO E’ SCETTICO PER NATURA
Conversazioni con poeti che abitano il Piemonte
Volume a cura di Brunella Pelizza e Tiziano Fratus
Editore: Manifattura Torino Poesia (Torino, 2010)
ISBN – 9788875472245 | 302 pp. | Prezzo: 16,00 €

Ultime copie disponibili presso di noi (info@homoradix.com)

In Piemonte è in atto un vero e proprio “rinascimento della poesia”. Riviste, case editrici, festival, poeti attivi da lungo tempo, lingue e dialetti, nuove leve che già si sono affermate in Italia e all’estero. Ma cosa pensano i poeti? Quali sono e dove affondano le loro radici? Come si è formata la loro lingua? Esiste un rapporto fra i luoghi in cui vivono e ciò che scrivono?

Ventidue conversazioni con Annamaria Balossini, Roberto Bertoldo, Remigio Bertolino, Silvia Caratti, GianPiero Casagrande, Valentina Diana, Nicola Duberti, Mauro Ferrari, Aldo Ferraris, Tiziano Fratus, Eliana Deborah Langiu, Giorgio Luzzi, Gianni Marchetti, Beppe Mariano, Carlo Molinaro, Sandro Montalto, Dario Pasero, Brunella Pelizza, Susanna Piano, Valeria Rossella, Claudio Salvagno, Elisa Tomatis Revelli.

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