A me piace sempre quando piove. Mi sembra di bere insieme agli alberi [Francesco Biamonti]
Le cose in sé sono mostruose perchè sono e non sanno di essere; ignorano la loro solitudine e la nostra [Andrea Emo]
Non esiste il modo per mettere una corrente in un secchio o il vento in un sacco [Alan W. Watts]

PRESENTAZIONE

Tiziano Fratus s’è scoperto uomo radice all’età di trent’anni. In viaggio fra Singapore e la California per accompagnare le traduzioni della sua poesia s’è perso nel silenzio cantato delle foreste di conifera, dove ha incontrato le prime sequoie millenari: qui ha iniziato ad ascoltare le canzoni dell’arbogrammaticus, il grande albero che regola la vita e il tempo. Tornato in Italia ha iniziato a scandagliare il paesaggio, ha perfezionato la pratica dell’alberografia – meditazione, scrittura, costituzione di una nuova identità – iniziando a imbastire neologismi per un vocabolario da Homo Radix. Ne sono nati libri in prosa e in versi, pubblicati per editori quali Mondadori, Feltrinelli, Laterza e altri (Einaudi è in preparazione), itinerari cuciti in diverse città e regioni e un crescente archivio fotografico. Orfano ed esule, la sua nuova famiglia allargata si è andata componendo di grandi alberi e boschi vetusti. Abita un continente compreso fra la carta e la  corteccia.

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NEOLOGISMI (in ordine di concepimento)

Uomo radice – s. m. [lat. hŏmo radix] (pl. uòmini radice). – 1. Uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali, con particolare attenzione alle proprie radici locali, valorizzando i beni e le risorse della terra in cui vive e lavora. – 2. E’ uomo o donna radice quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare. Elemento centrale della connessione è l’albero, in particolare l’albero secolare e/o l’albero monumentale.

Alberografia – s. f. (pl. alberografie, dal lat. Arborgraphia). Ricerca atta a individuare in un preciso territorio locale, comunale, provinciale o regionale, la tipologia delle specie arboree presenti, nonché la dimensione, l’età e le caratteristiche degli esemplari di maggiore stazza. L’alberografia è un processo di mappatura preliminare alla definizione di soluzioni per una maggiore conoscenza e valorizzazione di un territorio.

Cercatóre di alberi – s. m (pl. cercatóri di alberi). – 1. Uomo o donna che dedica parte della propria esistenza alla ricerca di alberi monumentali, secolari o di pregio. – 2. Uomo o donna che opera in un ente che si occupa della tutela degli alberi nelle città, nelle campagne o nei boschi. – 3. Uomo o donna ossessionato dalla bellezza degli alberi.

Bambino radice: – s. m. [lat. puer radix] (pl. bambini radice). – 1. Bambino e bambina che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con gli elementi naturali e vegetali, con le altre specie viventi animali. – 2. E’ bambino o bambina radice colui o colei che si prende cura di un pezzo di paesaggio, il giardino di casa o l’albero nel prato davanti alla scuola, gli animali al canile municipale o semplicemente chi lavora con altri bambini per una maggiore consapevolezza ecologica ed ecosofica, immergendosi quanto più possibile nel paesaggio.

Crononàuta s. m. [dal gr. Κρόνος (kronos), «tempo» e ναύτης (nautes), «navigante»]. – Colui o colei che viaggia nel tempo. 1 – Viaggiatore che grazie ad una macchina del tempo avanza e indietreggia nei secoli e nelle ere della Terra o di un altro pianeta. 2 – Un cercatore di alberi secolari o monumentali è un crononàuta poiché avvicina alberi che hanno vissuto secoli o millenni. 3 – Possono essere considerati crononàuti quegli studiosi che si occupano di civiltà estinte, quali antropologi, storici, archeologi, storici dell’arte, e di recente classificazione paesologi e abbandonologi.

Vioteca – s. f (pl. vioteche). Stazione libraria a disposizione dei viaggiatori dove raccogliere e depositare libri, mappe e comunicazioni. Sono distribuite nelle vallate del nord Italia e vengono gestite da privati e/o associazioni.

Dendrofonìa – s. f. [dal gr. δένδρον (déndron) «albero» e ϕωνή (phōnḗ) «suono»]. – Composizione ricavata registrando i suoni e i rumori prodotti da un albero, talvolta in diverse condizioni atmosferiche, mixati ed eventualmente accompagnati o intercalati da musiche composte per l’occasione.

Dendrosofia: s. f. [dal gr. δένδρον (déndron), «albero» e σοφία (sophìa), «sapienza, conoscenza, amore»]. – La dendrosofia è una branca del sapere che unisce le diverse tipologie di conoscenza riguardanti la storia, la biologia, la botanica, gli studi forestali, l’antropologia, la letteratura ecc. relative agli alberi e ai boschi. 2 – Pratica della meditazione che prevede l’immersione in un ambiente naturale, quali riserve, paesaggi montani o foreste vetuste, deserti, per coltivare la pace interiore. 3 – Colui che pratica la d. è detto dendrosofo, da σοφός (sophòs), «saggio».

Foresta scolpita – s. f. (pl. foreste scolpite). 1. – Popolazione di alberi vetusti e contorti, spesso presente in quota al limite vegetazionale, intorno ed oltre i duemila metri.

Pinosàuro – s. m (pl. pinosàuri). – 1. Esemplare di albero del genere Pinus appartenente a diverse specie che si trovano ad alta quota sui dirupi e le creste di montagna; hanno assunto forme spettacolari e sofferte, tanto da ricordare le striature e le muscolature di certi grandi rettili o le forme levigate degli scheletri. – 2. I Pinosàuri del Massiccio del Pollino, appartengono alla specie pino loricato (Pinus leucodermis o Pinus heldreichii), fra Basilicata e Calabria; – 3. I Pinosàuri del bosco dell’Alevè, disseminati fra i 1700 ed i 2900 metri del bosco di pini cembri (Pinus cembra) in Valle Varaita, Piemonte; – 4. Il Pinosàuro serpentiforme di Roia, pino cembro monumentale caduto e ricresciuto in maniera molto curiosa, a forma di serpente, a quota 2200 metri in Alto Adige; – 5. I Pinosàuri delle Montagne Bianche in California, gli alberi viventi più antichi del pianeta con oltre 5000 anni, appartenenti alla specie pino longevo (Pinus longeava) e studiati per la prima volta negli anni Cinquanta del XX secolo dal professore Edmund Schulman.

Albero-elefante – s. m. (pl. alberi-elefante). – 1. Alberi di grande dimensione, conosciuti e venerati per la loro età plurisecolare o millenaria. – 2. Alberi dai tronchi e le forme complesse e spettacolari paragonati ai pachidermi africani e asiatici per assonanza geometriche. – 3. Alberi vetusti che portano secoli e secoli nelle proprie cortecce e sono custodi del tempo, come gli elefanti che sono fra gli animali maggiormente dotati di memoria.

Castanodónte: s. m. (pl. Castanodónti), il termine designa esemplari di castagno dalle dimensioni ragguardevoli, plurisecolari e dalle forme irripetibili. Data l’età la circonferenza dei tronchi, alla misura standard di un metro e trenta da terra, è superiore ai sette e agli otto metri, superando eccezionalmente i dieci. Possono presentare caverne alla base, scavate dall’azione di carie o dalla negligenza dell’uomo. Possono essere riconosciuti fra i monumenti della natura, protetti per legge e da staccionate. Ve ne sono alcuni entro i quali i proprietari hanno ricavato sedute e luoghi per il riposo e l’accoglienza di conoscenti, come avviene al Castagno Miraglia nelle foreste del Casentino, a poca distanza dal monastero di Camaldoli (AR), o all’Osteria del Bugeon, nel comune di Camugnano (BO). I più grandi d’Europa si trovano sulle pendici dell’Etna e sono noti come Castagno dei Cento Cavalli e Castagno di Sant’Agata o della Nave, con un’età stimata superiore ai duemila anni.

Arborgrammaticus – s. m. (pl. invariato, dal lat.). Arborgrammaticus è il grande albero che regola la vita e il tempo, è il re della foresta, è Dio per gli uomini, memoria e testimone ultimo della storia di quel pezzo di mondo. Ci sono cercatori di alberi e uomini radice che li studiano, li ammirano, tentano di catturarne il canto.

Silvario – s. m. (pl. silvari, dal lat. Silva, -ae). Forma di narrazione che procede visitando, di tappa in tappa, diversi boschi o foreste o selve o arboreti o giardini o altri luoghi ove centrale è la presenza degli alberi e/o un ritorno spirituale ad una dimensione selvatica. Talora i silvari alternano le vicende e gli episodi di una storia a capitoli dedicati a forme eterogenee di cultura dendrosofica.

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ESTRATTI

«Il seme è Dio che non sa restare immobile» [Musica per le foreste, Mondadori]

«Sono un uomo radice. Sono un uomo che si è svegliato albero con fronde che si alberano al respiro dei venti, che raccoglie storie trasportate e veicolate da altre creature. Sono un uomo radice che trova gioia e pace nella sua nuova terra. Sono un uomo che ha trovato radici viaggiando nel mondo. Un uomo che cerca sempre radici. Sono un uomo radice che circola e tenta di stabilire connessioni, e conoscenza, con gli ambiente. Sono un uomo che si fa sempre più albero in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini. Sono un uomo che ha imparato ad ascoltare gli alberi e non se ne vergogna affatto. altro canto ogni poeta è destinato a farsi albero. Sono un uomo radice e questi appunti sono le mie ghiande, i miei racemi, i miei galbuli, le mie venature» [Homo Radix, videodocumentario, regia Manuele Cecconello]

«Non ho parole per descrivere la bellezza del mondo. Il mio respiro si confonde con quello delle piante. Il mio ascolto si mischia al canto degli uccelli. Il mio occhio vaga come un vascello nel mare delle nebbie, fra un braccio di montagna e la cima piramidale del Monviso. I colori del mio sangue sono gli stessi che ondeggiano dove non riesco a scorgere la vita che cammina e lotta per conquistarsi la pace della notte. Non esiste nulla di più naturale di un uomo che ammira il paesaggio, al tramonto» [L’Italia è un giardino, Laterza, in uscita]

«Reclamo che il mio peso / sia valutato in radici» [Gli scorpioni delle Langhe, La Vita Felice]

«La conoscenza botanica non è una forma di sapere scientifico, nozionistico, è innanzitutto un sapere artistico: significa avvicinarsi al disegno di Dio o a quello dello spirito della Madre Terra, a seconda della fede che uno custodisce e coltiva; saper riconoscere una specie, attribuire un nome preciso, distinguere le forme e i colori delle foglie, le geometrie dei semi e dei fiori, le architetture dei tronchi e le manifestazioni grottesche dei grandi alberi antichi. Non è mera scienza: è arte, è poesia, è letteratura!» [L’Italia è un bosco, Laterza]

«Ci dicono che viviamo in un’epoca in cui è già stato scoperto tutto, o quasi. Non penso sia vero. Ogni umano ha la possibilità di scoprire, di abitare il tempo che gli è concesso come se fosse il primo scalatore ad aprire le vie alla cima del K2, il primo navigatore che approda nelle Indie Occidentali o il primo astronauta che mette piede sulla superficie lunare. Tutte le volte che un uomo o una donna incontrano un grande albero vetusto o attraversano una foresta scolpita è come se inventasse un continente che non c’era. E’ come se spalancasse la carta geografica e disegnasse i confini d’un Nuovo Mondo. Il suo Nuovo Mondo» [Il libro delle foreste scolpite, Laterza]

«Generazioni di esseri umani, di padri e di figli, di nipoti e di discendenti transitano sotto le loro chiome e si abbeverano nelle ombre, ristorano l’anima e azzerano il pensiero. Si siedono, toccano il legno, si lasciano invadere lo sguardo dai movimenti che il vento anima, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni. Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo, ad ascoltarsi. Lì vibra il centro del mondo» [Il sussurro degli alberi. Piccolo miracolario per uomini radice, Ediciclo Editore]

«Non ditemi quali monumenti ci sono vicino a casa vostra ma quali alberi» [Manuale del perfetto cercatore di alberi, Feltrinelli]

«Che lo si ascolti o meno esiste un Dio delle lingue e delle radici, un Signore che nasce e rinasce e si rimodella ad ogni passaggio del tempo, che accompagna le forme dell’esistente su questo minuscolo pianeta ai margini della galassia, in un universo in espansione continua» [Il bosco di Palermo, Edizioni della Meridiana]

«Quando incontro un uomo o una donna in un bosco a malapena ci si saluta. Mi chiedo che cosa ci sia di simile fra di noi. Non l’ho mai compreso, ma di certo posso dire che nel tempo ho scoperto di avere più in comune con le persone che non conosco che con le persone che conosco» [La linfa nelle vene. Alberografie a Nord-Ovest lungo gli itinerari dei Grandi Alberi, Nerosubianco Edizioni]

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COMMENTI DALLA PRECEDENTE PIATTAFORMA

17/11/2010 – Ho appena trovato questa pagina. Ci tornerò con calma, perché amo i patriarchi vegetali… sono persone di famiglia, per me! Cordialità, Luciana

17/11/2010 – 1 Abbiamo la stessa passione
2 Il sito di cui ti invio il link fu abbozzato nel 2001 – era una sfida a mio figlio per dimostrare che ero capace anch’io a scrivere pagine html – e mai più aggiornato. Oggi quasi lo ripudio.
3 La ricerca e la memorizzazione digitale è proseguita con me stesso e il mio PC ma se ci incontreremo un giorno te la posso mostrare – digilander.libero.it/alberial/ – Enrico Concaro

22/11/2010 – Tiziano! Ho appena finito di ascoltare la trasmissione radiofonica dove si parlava della tutela degli alberi.
Sono uno, dei non so quanti, che ha avuto la fortuna di crescere in una cittadina del sud con tante piante e con una “casetta sull’albero” . Questo è, se così si può dire, il mio imprinting. Adesso vivo in una grande città e fremo all’idea che un domani possa tornare a vivere circondato dagli alberi. Ti saluto e volevo farti vedere una xilografia che ho realizzato qualche anno fa dal titolo “amanti sull’albero” che è presente nella seguente pagina web: http://www.woodcut.weebly.com/woodcut-61-to-70.html, Angelo

7/12/2010 – senza alberi e foglie non vivrei! Lara

17/01/2011 – Complimenti… che attività frenetica ed interessante. Conoscerai senz’altro Villa Carlotta Como , Villa Balbianello a Lenno. Troverai materiale interessante per il tuo lavoro. Ciao.  M. Lina Luraschi

4/02/2011 – Ho visto la foto sulla stampa di torino il pino loricato del pollino vorrei due foto di questo benedetto albero vedi il mio nome sopra facebook vedi le mie foto cordiali saluti. Pasquale Ciminelli

7/02/2011 – Anni fa camminando in montagna, improvvisamente e senza una ragione apparente, abbracciai un pino…e così scoprii che comunicano. Renato Bosco

1/03/2011 – Che bella scoperta il tuo sito! Sono rimasta entusiasta essendo anch’io un’amante delle piante e degli alberi, una passione trascurata troppo a lungo. Ma visitare il tuo sito mi hai dato lo spunto per riscoprire queste meravigliose creature. Mi stamperò la lista degli alberi monumentali di Roma e man mano andrò a trovarli, uno ad uno! La fotografia è un’altra delle mie passioni, ereditata da mio padre con cui sviluppavamo le foto in bianco e nero nel bagno senza finestra. Anche questa, purtroppo, tralasciata per esigenze familiari e di lavoro. E poi, nel tuo sito c’è anche la letteratura, la poesia! Io, tra le altre mille attività, sono anche una traduttrice di lingua ungherese e una bibliofila. (Meglio che non entri in libreria… comunque il tuo libro lo prenderò di sicuro!) Non so se sei mai stato in Ungheria, anche lì ci sarebbe pane per i tuoi denti, cioè alberi secolari. C’è un libro in cui sono destritte con precisione anche gli itinerari per trovarli insieme a tante belle fotografie. Buon lavoro e spero che ricapiti presto a Roma! (Purtroppo, per motivi lavorativi, non ho potuto andare alla tavola rotonda al CFS, benché invitata) Dora

18/05/2011 – Bellissimo, più che interessante, peccato non poter toccare con mano la corteccia di questi alberi secolari… Ben venga però se questa cautela ne garantirà la sopravvivenza. Teresia Novaresio

18/8/2011 – Caspita, leggo solo ora di questa iniziativa interessantissima! Sono cose così preziose… Un peccato, l’avrei segnalata molto volentieri sul blog di Fiori&Foglie! Terrò d’occhio il sito 🙂 Daniela

12/09/2011 – Grazie per la bella passeggiata di ieri a Racconigi. Ancora complimenti per la sua attività. Spero di partecipare presto ad altre sue iniziative. A ottobre la inviterò al col del Lys per una passeggiata nella faggieta. A presto. Emiliana Martinotti

2/10/2011 – Bellissimo “luogo”, questo, un’oasi. Mi piace molto, cercherò di essere a Sassetta a novembre. Buone cose, Pes

10/12/2011 – Grazie mille mi fa un sacco di piacere vedere il mio articolo su Homoradix. Colgo l’occasione per ringraziare Tiziano di nuovo per la magnifica esperienza, quando tornerà sarò di nuovo lì. Sassetta ha molte risorse nascoste ma ce le sta facendo scoprire un po’ alla volta grazie alla sensibilità e all’alchimia delle persone che sta attraendo a sè…che il processo di riscoperta abbia inizio! Daniele Venturini

5/01/2012 – IO sono da poco diventato un cercatore di alberi. Mi piace capire davanti a quale albero mi trovo, il nome in latino, in italiano e in polacco(siccome ho iniziato da quando mi sono trasferito in questo paese). Prima di tutto devo dire che mi manca un buon libro da attingere notizie, vedro’ anche tramite voi, che mi saprete indicare sicuramente il migliore. per ora grazie… e buon anno. Giovanni Zingoli

2 Comments

  1. ELISA ha detto:

    ALBERO:

    E’ COSA VIVA DENTRO DI NOI,
    SEMPRE LO CERCHIAMO.

    DOVREMMO LASCIRLO RADICARE
    IN UNA COSTANTE RICERCA CREATIVA DI NOI STESSI..

    Mi piace

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