Vestirsi di foglie

Estratto da Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, Ediciclo Editore – nelle librerie

La meditazione dei nostri tempi si è avvicinata alle esigenze di una vita laica, non vocata al sacrificio. Dopo anni di incertezza ho abbracciato tale pratica in modo personale. Ho scovato un mio sentiero. Per “vestirsi di foglie” non occorrono utensili o protesi, segni distintivi: basta un corpo e socchiudere gli occhi. Per questa ragione abito la foresta. A ogni albero maestro che ho incontrato e accarezzato ne corrisponde uno, o più, interiore. Chi si lascerà “vestire di foglie” non dovrà scegliere fra questa filosofia e un’altra scuola, un’altra famiglia di appartenenza. Anzi, sarà invitato a “provarle tutte”, a mescolare gli ascolti, le esperienze, ad avvicinare quante più declinazioni esistono di meditazione e ricerca della propria verità profonda, che non vuol dire felicità.

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