Meditare in natura

Da °Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo°, Ediciclo Editore, nelle librerie
Quando una persona prende l’impegno, con se stessa, di iniziare un percorso di meditazione in natura, dovrebbe avere la possibilità di ascoltare le parole di qualcuno che ha conoscenza della pratica. Non è sempre possibile, non è sempre plausibile. Sarebbe bello uscire di casa, abbandonare tutto, o quasi, e andar su, in montagna, con uno zaino e poche cose, sapendo che sotto quel picco, o ai piedi di una frana, intorno a un lago alpino, nascosto dentro una catapecchia, nel bosco, riposa un anziano eremita. Non che ci debba nulla, talora basta la presenza di uno spirito per accettare le privazioni di una scelta così estrema. Iniziare a sedersi e a meditare, ascoltare le vette che non si muovono, il cielo che cambia lingua a ogni ora, la possanza delle acque di uno specchio d’acqua, può avviare lo scavo di cui sentiamo il bisogno. Calmare lo stress, annullare la fatica di dover sembrare “normali” agli occhi dei nostri simili, dando importanza a lavoro e affetti come se tutto fosse a posto, è già un aiuto non irrilevante.
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