Stato di Natura – I libri di Tiziano Fratus sul mensile °Dove°

Dossier Wilderness – Febbraio 2017

copertina-febbraio-2017Il numero di febbraio del mensile °Dove° è dedicato alla wilderness e alla ricerca della natura selvaggia. Fra i diversi interventi si segnala un ricco articolo di Manuela Mimosa Ravasio, Stato di Natura, dedicato agli autori che riscoprono un contatto profondo con la natura: Andrea Bianchi (Il silenzio dei passi, Ediciclo), Franco Brevini (L’invenzione della natura selvaggia, Bollati Boringhieri), Valentina Scaglia (Wilderness in Italia, Hoepli), Tiziano Fratus (L’Italia è un giardino, Laterza e Il sole che nessuno vede, Ediciclo).

Ecco cosa si scrive degli ultimi due titoli di Tiziano Fratus approdati in libreria:

«Si tratta di una sorta di wilderness di ritorno, di una natura che, perse le tracce dell’uomo, si riprende lo spazio perduto. Può succedere ovunque, anche in quei luoghi dove la natura è stata addomesticata, piegata alle geometrie e alle simmetrie che tanto rassicurano lo sguardo dell’essere umano. “La natura torna ad avere la testa alta e ricomincia a camminare se l’uomo la lascia andare. Si riprende arboreti, viali alberati, laghetti. Come nel giardino di Villa d’Este a Tivoli, dove alcune maschere di satiri sono state ricoperte da pianta acquatiche”, dice Tiziano Fratus […] Bisogna, certo, avere il desiderio, e la capacità, di riconoscerlo, quel tipo di natura. Che trovarsi di fronte allo spettacolo dell’immenso non è di per sé una garanzia. Inutile cercare l’impresa. Anche in luoghi dove la wilderness è solo un lontano ricordo, come le città o i giardini botanici, si può cercare un contatto. Lo insegna il “dendrosofo” Fratus, autore di un eserciziario spirituale per sentirsi in sintonia con la natura (Il sole che nessuno vede, Ediciclo), educandoci ad ascoltare boschi e torrenti, alberi e cascate. Ma anche a riconoscere, e onorare, il grande ippocastano della Villa Mirabello, nel parco di Monza, l’araucaria monumentale nella Reggia di Caserta, le decine di Ficus di Villa Trabia alle Terre Rosse, a Palermo. Là, dove la perfezione dell’Eden incontra ciò che vi fu, e ci sarà, prima e dopo di noi. Nonostante noi. Che dimenticarsi di se stessi, farsi un poco da parte, è forse la strada migliore per avere ancora una foresta in cui tornare».

Buone dendrosofie!

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