DENDROSOFIA: AZIONI E PAROLE DI UN UOMO RADICE

A me piace sempre quando piove. Mi sembra di bere insieme agli alberi

[Francesco Biamonti]

Le cose in sé sono mostruose perchè sono e non sanno di essere; ignorano la loro solitudine e la nostra

[Andrea Emo]

Non esiste il modo per mettere una corrente in un secchio o il vento in un sacco

[Alan W. Watts]

PRESENTAZIONE

Tiziano Fratus: «Non ditemi quali monumenti ci sono vicino a casa vostra ma quali alberi» [Manuale del perfetto cercatore di alberi, Feltrinelli]
A trent’anni Tiziano Fratus raggiunge uno dei cuori della California, Big Sur. Qui, dove il vento dell’oceano spira ininterrottamente, dove aleggiano gli spiriti di scrittori quali Jack Kerouac e Henry Miller, Fratus incontra le prime sequoie millenarie, perdendosi nel silenzio cantato delle foreste di conifera. Così nasce il concetto di Homo Radix, una nuova identità in movimento che parte dal contatto con la natura: ci si siede e si ascolta la voce dell’arbogrammaticus, il grande albero che regola la vita e il tempo. Tornato in Italia, Fratus inizia un pellegrinaggio nel paesaggio, perfeziona la pratica dell’alberografia e la discipLina della dendrosofia, inizia a meditare quotidianamante in natura e ad imbastire neologismi per un vocabolario da Uomo Radice. La sua scrittura mescola saggistica, poesia e forme altre di narrazione, alimentando opere che sbocciano in libreria grazie ad editori quali Mondadori, Feltrinelli, Laterza, Ediciclo, Edizioni della Meridiana, Fusta, Nerosubianco, titoli che sono diventati ben presto dei classici del genere quali Ogni albero è un poeta, L’Italia è un bosco, Manuale del perfetto cercatore di alberi, L’Italia è un giardino, Il sussurro degli alberi e Il sole che nessuno vede. Di prossima uscita: I giganti silenziosi, Giona delle sequoie e C’era una volta il grande albero, volumi che inaugurano la collaborazione con gli storici marchi Bompiani ed Einaudi. Fratus ha cucito e cuce itinerari in diverse città, riserve e regioni. I suoi scatti sono oggetto di personali fotografiche. Orfano ed esule, la sua nuova famiglia allargata si è andata componendo di grandi alberi e boschi vetusti. Ogni Homo Radix abita un continente compreso fra la carta e la  corteccia.

>>> Biografia di un Uomo Radice e di un Dendrosofo
>>> Libri di un Uomo Radice: volumi, ristampe, traduzioni

IL TEMPIO DELLE RADICI – CASA E’ OVUNQUE RESPIRI

Foresta o Forcella di Lerosa: «Il miglior modo per guardare una foresta è ad occhi chiusi» [Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, Ediciclo]
La meditazione in natura si è sviluppata attraverso un dialogo costante coi grandi alberi e le foreste, con la frequentazione di opere antiche e moderne (i padri spirituali del taoismo, le figure radicali della speculazione cristiana, i maestri indiani, buddisti, zen), nondimeno attraverso un ascolto delle acque nei luoghi che frequenta: laghi, sorgenti, fiumi, torrenti e ruscelli di montagna. Qui sono sbocciate riflessioni e appunti di un diario che descrivono i passi verso la compiutezza di una vera e propria rinascita spirituale: meditare immerso negli elementi naturali. Fratus medita quotidianamente in diversi luoghi, due dei quali prossimi alla sua abitazione: nella pineta sul Monte San Giorgio, la sua montagna sacra, e intorno al lago detto piccolo di Avigliana, il suo lago tibetano, in terra di Piemonte. E’ qui che spesso trae ispirazione per le poesie, è qui che porta l’anima a rinnovarsi, di stagione in stagione, quando non è in giro per l’Italia, o all’estero, a documentare grandi alberi, a guidare passeggiate o a presentare i propri libri.

«Quando cammino mi piace tenere in mano una pigna, un pezzo di corteccia o della terra sfarinata. Mi mette in comunione col paesaggio e con la Madre Terra. Talvolta mi basta allungare lo sguardo nella pineta del mio minuscolo Monte Tai (Tai Shan), sul San Giorgio, a mezz’ora d’auto da casa, per quietare i demoni e le tensioni che mi snervano da ore. Per me non esiste medicina più rapida ed efficace. Dove mi incammino, nella compagnia degli alberi, si erge maestoso e invisibile, il Tempio delle Radici, ove mi appresto a camminare, a meditare, ad osservare, a riflettere. Ogni giorno dedico almeno un’ora a questa scuola dei semi e delle foglie. Scavare in profondità e ammansire la chimera della leggerezza. Come dice il monaco zen vietnamita Trich Nhat Hanh, “la pace è ogni passo”» [da Il sole che nessuno vede. Meditare in natura e ricostruire il mondo, Ediciclo Editore]

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NEOLOGISMI (in ordine di concepimento)

In California: un Uomo Radice ai piedi di The Patriarch, 1500 anni, il maggiore esemplare di Pinus longeava, Patriarch Grove, Inyo National Forest

Uomo radice – s. m. [lat. hŏmo radix] (pl. uòmini radice). – 1. Uomo o donna che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con la terra e gli elementi naturali e vegetali, con particolare attenzione alle proprie radici locali, valorizzando i beni e le risorse della terra in cui vive e lavora. – 2. E’ uomo o donna radice quell’individuo che sa girare il mondo costituendo nuove connessioni con il paesaggio che si trova ad attraversare. Elemento centrale della connessione è l’albero, in particolare l’albero secolare e/o l’albero monumentale.

Alberografia – s. f. (pl. alberografie, dal lat. Arborgraphia). Ricerca atta a individuare in un preciso territorio locale, comunale, provinciale o regionale, la tipologia delle specie arboree presenti, nonché la dimensione, l’età e le caratteristiche degli esemplari di maggiore stazza. L’alberografia è un processo di mappatura preliminare alla definizione di soluzioni per una maggiore conoscenza e valorizzazione di un territorio.

Cercatóre di alberi – s. m (pl. cercatóri di alberi). – 1. Uomo o donna che dedica parte della propria esistenza alla ricerca di alberi monumentali, secolari o di pregio. – 2. Uomo o donna che opera in un ente che si occupa della tutela degli alberi nelle città, nelle campagne o nei boschi. – 3. Uomo o donna ossessionato dalla bellezza degli alberi.

Bambino radice: – s. m. [lat. puer radix] (pl. bambini radice). – 1. Bambino e bambina che vive quotidianamente un rapporto di stretta connessione con gli elementi naturali e vegetali, con le altre specie viventi animali. – 2. E’ bambino o bambina radice colui o colei che si prende cura di un pezzo di paesaggio, il giardino di casa o l’albero nel prato davanti alla scuola, gli animali al canile municipale o semplicemente chi lavora con altri bambini per una maggiore consapevolezza ecologica ed ecosofica, immergendosi quanto più possibile nel paesaggio.

Crononàuta s. m. [dal gr. Κρόνος (kronos), «tempo» e ναύτης (nautes), «navigante»]. – Colui o colei che viaggia nel tempo. 1 – Viaggiatore che grazie ad una macchina del tempo avanza e indietreggia nei secoli e nelle ere della Terra o di un altro pianeta. 2 – Un cercatore di alberi secolari o monumentali è un crononàuta poiché avvicina alberi che hanno vissuto secoli o millenni. 3 – Possono essere considerati crononàuti quegli studiosi che si occupano di civiltà estinte, quali antropologi, storici, archeologi, storici dell’arte, e di recente classificazione paesologi e abbandonologi.

Vioteca – s. f (pl. vioteche). Stazione libraria a disposizione dei viaggiatori dove raccogliere e depositare libri, mappe e comunicazioni. Sono distribuite nelle vallate del nord Italia e vengono gestite da privati e/o associazioni.

Dendrofonìa – s. f. [dal gr. δένδρον (déndron) «albero» e ϕωνή (phōnḗ) «suono»]. – Composizione ricavata registrando i suoni e i rumori prodotti da un albero, talvolta in diverse condizioni atmosferiche, mixati ed eventualmente accompagnati o intercalati da musiche composte per l’occasione.

Dendrosofia: s. f. [dal gr. δένδρον (déndron), «albero» e σοφία (sophìa), «sapienza, conoscenza, amore»]. – La dendrosofia è una branca del sapere che unisce le diverse tipologie di conoscenza riguardanti la storia, la biologia, la botanica, gli studi forestali, l’antropologia, la letteratura ecc. relative agli alberi e ai boschi. 2 – Pratica della meditazione che prevede l’immersione in un ambiente naturale, quali riserve, paesaggi montani o foreste vetuste, deserti, per coltivare la pace interiore. 3 – Colui che pratica la d. è detto dendrosofo, da σοφός (sophòs), «saggio».

Foresta scolpita – s. f. (pl. foreste scolpite). 1. – Popolazione di alberi vetusti e contorti, spesso presente in quota al limite vegetazionale, intorno ed oltre i duemila metri.

Dettaglio di un pino loricato sul Monte Pollino, fra i re delle “foreste scolpite d’Italia”, Parco Nazionale del Pollino. Il reportage nel volume Il libro delle foreste scolpite, Laterza

Pinosàuro – s. m (pl. pinosàuri). – 1. Esemplare di albero del genere Pinus appartenente a diverse specie che si trovano ad alta quota sui dirupi e le creste di montagna; hanno assunto forme spettacolari e sofferte, tanto da ricordare le striature e le muscolature di certi grandi rettili o le forme levigate degli scheletri. – 2. I Pinosàuri del Massiccio del Pollino, appartengono alla specie pino loricato (Pinus leucodermis o Pinus heldreichii), fra Basilicata e Calabria; – 3. I Pinosàuri del bosco dell’Alevè, disseminati fra i 1700 ed i 2900 metri del bosco di pini cembri (Pinus cembra) in Valle Varaita, Piemonte; – 4. Il Pinosàuro serpentiforme di Roia, pino cembro monumentale caduto e ricresciuto in maniera molto curiosa, a forma di serpente, a quota 2200 metri in Alto Adige; – 5. I Pinosàuri delle Montagne Bianche in California, gli alberi viventi più antichi del pianeta con oltre 5000 anni, appartenenti alla specie pino longevo (Pinus longeava) e studiati per la prima volta negli anni Cinquanta del XX secolo dal professore Edmund Schulman.

Albero-elefante – s. m. (pl. alberi-elefante). – 1. Alberi di grande dimensione, conosciuti e venerati per la loro età plurisecolare o millenaria. – 2. Alberi dai tronchi e le forme complesse e spettacolari paragonati ai pachidermi africani e asiatici per assonanza geometriche. – 3. Alberi vetusti che portano secoli e secoli nelle proprie cortecce e sono custodi del tempo, come gli elefanti che sono fra gli animali maggiormente dotati di memoria.

Castanodónte: s. m. (pl. Castanodónti), il termine designa esemplari di castagno dalle dimensioni ragguardevoli, plurisecolari e dalle forme irripetibili. Data l’età la circonferenza dei tronchi, alla misura standard di un metro e trenta da terra, è superiore ai sette e agli otto metri, superando eccezionalmente i dieci. Possono presentare caverne alla base, scavate dall’azione di carie o dalla negligenza dell’uomo. Possono essere riconosciuti fra i monumenti della natura, protetti per legge e da staccionate. Ve ne sono alcuni entro i quali i proprietari hanno ricavato sedute e luoghi per il riposo e l’accoglienza di conoscenti, come avviene al Castagno Miraglia nelle foreste del Casentino, a poca distanza dal monastero di Camaldoli (AR), o all’Osteria del Bugeon, nel comune di Camugnano (BO). I più grandi d’Europa si trovano sulle pendici dell’Etna e sono noti come Castagno dei Cento Cavalli e Castagno di Sant’Agata o della Nave, con un’età stimata superiore ai duemila anni.

Arborgrammaticus – s. m. (pl. invariato, dal lat.). Arborgrammaticus è il grande albero che regola la vita e il tempo, è il re della foresta, è Dio per gli uomini, memoria e testimone ultimo della storia di quel pezzo di mondo. Ci sono cercatori di alberi e uomini radice che li studiano, li ammirano, tentano di catturarne il canto.

Silvario – s. m. (pl. silvari, dal lat. Silva, -ae). Forma di narrazione che procede visitando, di tappa in tappa, diversi boschi o foreste o selve o arboreti o giardini o altri luoghi ove centrale è la presenza degli alberi e/o un ritorno spirituale ad una dimensione selvatica. Talora i silvari alternano le vicende e gli episodi di una storia a capitoli dedicati a forme eterogenee di cultura dendrosofica.

Impietràre – verbo intr. [dal lat. petra, roccia, rupe, scoglio]. – 1. Dell’uomo che desidera, in spirito, radicarsi altrove, in qualcosa di solido, che può essere la cima di una montagna, la grotta, il tronco di un albero vissuto, un fiume, una cascata, un oggetto a cui lo lega un particolare sentimento. – 2. L’infinito è spesso sostantivato, spec. in locuzioni quali sull’i., all’i., con il sign. (proprio o fig.) di rinascita, destino. Part. pass. impietrato, anche come agg. e sost.

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ESTRATTI

«Il seme è Dio che non sa restare immobile» [Musica per le foreste, Mondadori]

«Non ho parole per descrivere la bellezza del mondo. Il mio respiro si confonde con quello delle piante. Il mio ascolto si mischia al canto degli uccelli. Il mio occhio vaga come un vascello nel mare delle nebbie, fra un braccio di montagna e la cima piramidale del Monviso. I colori del mio sangue sono gli stessi che ondeggiano dove non riesco a scorgere la vita che cammina e lotta per conquistarsi la pace della notte. Non esiste nulla di più naturale di un uomo che ammira il paesaggio, al tramonto» [L’Italia è un giardino, Laterza]

Ogni albero è un poeta, il primo romanzo firmato Tiziano Fratus: storia e visione di un uomo che cammina nel bosco – Mondadori

«Da distante anche il bosco sembrerebbe perfetto, ordinato. Nella stagione invernale la neve rafforza la percezione dell’inganno. La coltre lattiginosa ricopre e nasconde, mette in pari e appiattisce le chiome rimaste verdi. Le compatta. In estate la vita si moltiplica, la predazione e la dipendenza reciproca, e il senso materiale del disordine cresce a dismisura, il grado di entropia estetico aumenta. Bisogna metterci le zampe dentro per constatare la sovranità del disordine, un disordine splendido, ruggente, avvolgente, chimicamente fermentante » [Ogni albero è un poeta, Mondadori]

«Che lo si ascolti o meno esiste un Dio delle lingue e delle radici, un Signore che nasce e rinasce e si rimodella ad ogni passaggio del tempo, che accompagna le forme dell’esistente su questo minuscolo pianeta ai margini della galassia, in un universo in espansione continua» [Il bosco di Palermo, Edizioni della Meridiana]

“L’Italia è un giardino” nello Studio Fiammingo. Il volume è parte della Trilogia delle Bocche Monumentali, cucita da Tiziano Fratus per gli Editori Laterza

«Sono un uomo radice. Sono un uomo che si è svegliato albero con fronde che si alberano al respiro dei venti, che raccoglie storie trasportate e veicolate da altre creature. Sono un uomo radice che trova gioia e pace nella sua nuova terra. Sono un uomo che ha trovato radici viaggiando nel mondo. Un uomo che cerca sempre radici. Sono un uomo radice che circola e tenta di stabilire connessioni, e conoscenza, con gli ambiente. Sono un uomo che si fa sempre più albero in un paesaggio di alberi che si fanno sempre più uomini. Sono un uomo che ha imparato ad ascoltare gli alberi e non se ne vergogna affatto. altro canto ogni poeta è destinato a farsi albero. Sono un uomo radice e questi appunti sono le mie ghiande, i miei racemi, i miei galbuli, le mie venature» [Homo Radix, videodocumentario, regia Manuele Cecconello]

«La conoscenza botanica non è una forma di sapere scientifico, nozionistico, è innanzitutto un sapere artistico: significa avvicinarsi al disegno di Dio o a quello dello spirito della Madre Terra, a seconda della fede che uno custodisce e coltiva; saper riconoscere una specie, attribuire un nome preciso, distinguere le forme e i colori delle foglie, le geometrie dei semi e dei fiori, le architetture dei tronchi e le manifestazioni grottesche dei grandi alberi antichi. Non è mera scienza: è arte, è poesia, è letteratura!» [L’Italia è un bosco, Laterza]

La poesia di Tiziano Fratus: tradotta e pubblicata in 8 lingue, dagli Stati Uniti al Brasile, dall’Argentina alla Francia, dal Portogallo all’Inghilterra, dall’Austria alla Polonia, dalla Lituania all’India a Singapore. Le ultime raccolte sono pubblicate da Feltrinelli.

«Ci dicono che viviamo in un’epoca in cui è già stato scoperto tutto, o quasi. Non penso sia vero. Ogni umano ha la possibilità di scoprire, di abitare il tempo che gli è concesso come se fosse il primo scalatore ad aprire le vie alla cima del K2, il primo navigatore che approda nelle Indie Occidentali o il primo astronauta che mette piede sulla superficie lunare. Tutte le volte che un uomo o una donna incontrano un grande albero vetusto o attraversano una foresta scolpita è come se inventasse un continente che non c’era. E’ come se spalancasse la carta geografica e disegnasse i confini d’un Nuovo Mondo. Il suo Nuovo Mondo» [Il libro delle foreste scolpite, Laterza]

«Generazioni di esseri umani, di padri e di figli, di nipoti e di discendenti transitano sotto le loro chiome e si abbeverano nelle ombre, ristorano l’anima e azzerano il pensiero. Si siedono, toccano il legno, si lasciano invadere lo sguardo dai movimenti che il vento anima, accarezzano le foglie e i frutti, i semi e le ramificazioni. Un altro albero cresce dentro di loro e sono pronti ad ascoltarlo, ad ascoltarsi. Lì vibra il centro del mondo» [Il sussurro degli alberi. Piccolo miracolario per uomini radice, Ediciclo Editore]

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